Madre Nazaria: evangelizzatrice di strada

Una donna semplice, animata da una grande fede e da un grande amore per la Chiesa e per i poveri

A Oruro, centro minerario nel nord della Bolivia tormentato da lotte sociali e politiche, una donna di piccola statura ma di grande determinazione all’inizio del novecento annunciava la parola di Dio nelle miniere, nelle carceri, nelle fattorie degli indios, sostenendo le lotte operaie e lavorando per la promozione delle donne. Si chiamava Nazaria di Santa Teresa di Gesù (al secolo Nazaria Ignacia March Mesa), fondatrice della congregazione delle suore Missionarie Crociate della Chiesa. È uno dei sette Beati canonizzati il 14 ottobre da papa Francesco.

Nazaria nasce a Madrid il 10 gennaio 1889. Nel 1905 la sua famiglia si trasferisce in Messico. Sulla nave Nazaria conosce due Piccole suore degli Anziani Abbandonati, che la colpiscono per la loro semplicità e successivamente, ai piedi della Vergine di Guadalupe decide di entrare nell’ordine delle Piccole suore. Torna in Spagna per compiere il noviziato a Palencia e, dopo i voti, viene inviata a Oruro.

Lì trova una grande povertà materiale e spirituale: un paese non evangelizzato dove non ci sono preti. Essendo diffusissimi l’ignoranza religiosa e l’analfabetismo tra il popolo, Nazaria comincia a fare scuola di catechismo e ad organizzare un’associazione di giovani per l’apostolato. Aiuta le persone a rivendicare i propri diritti e fonda il primo sindacato femminile operaio. A Oruro la povertà ha volti diversi perciò, dove c’è fame Nazaria apre mense; dove ci sono orfani e donne sradicate a causa della guerra del Chaco, apre case di accoglienza e scuole affinché imparino a leggere. Sono le necessità dei poveri a decidere le opere di quello che sarebbe diventato l’istituto religioso che oggi è presente in ventuno paesi di quattro continenti.

Racconta Maria Jesús De Miguel, postulatrice della causa di canonizzazione, che Nazaria era una donna semplice, animata da una grande fede e da un grande amore per la Chiesa e per i poveri. La sua parola preferita era “más”, di più, perché voleva sempre dare agli altri qualcosa in più. Così ha saputo trovare risposte nuove di fronte alle diverse situazioni del suo tempo: il primo sindacato operaio femminile e la nuova Congregazione delle Suore Missionarie Crociate della Chiesa, fondata nel 1926, per il servizio dei poveri, la promozione della donna, l’annunzio della Parola di Dio e la formazione religiosa di bambini e adulti.

Nel 1920, dopo un corso di esercizi spirituali incentrati sul Regno di Dio, ha avuto l’intuizione di fondare una nuova Congregazione, che doveva essere una «crociata di amore che abbraccia tutta la Chiesa». Nel 1938, è andata in Argentina dove ha dato vita a molte istituzioni in favore delle giovani e dei poveri. Quando si è recata a Roma per l’approvazione dell’Istituto ha confidato al papa Pio XI che desiderava morire per la Chiesa. Il Papa le ha risposto: «Non morire, ma vivere e lavorare per la Chiesa».

La postulatrice, spagnola e missionaria crociata, riportando un episodio della vita di madre Nazaria, racconta che quando è andata a Roma per chiedere l’autorizzazione per fondare la nuova famiglia religiosa, le è stato chiesto come fosse possibile fare una tale richiesta senza possedere strutture, come ospedali e scuole. Rispose che la sua casa erano “las calles”, le strade, e che lì si svolgeva la sua missione tra i poveri.

Un’evangelizzazione “callejera”, “sulla strada”, la sua. Si può dire che Nazaria è stata un’anticipatrice dell’idea di Chiesa “in uscita”. Spronava le sue consorelle ad andare in strada e incontrare la gente, annunciando il Vangelo, creando mense per i poveri, case di accoglienza per gli orfani. Alle superiore delle varie case raccomandava sempre di essere materne e di formare le più giovani con il buon esempio. È morta il 6 luglio dopo aver pregato e offerto la sua vita per la Chiesa e ripetuto molte volte alle sue Missionarie: «State unite, state unite! Lavorate unite; tutte insieme, tutte insieme!». Papa Giovani Paolo II nel 1992 ne ha celebrato la beatificazione e papa Francesco il 14 ottobre 2018 l’ha proclamata santa.

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