Le reti civiche di Bari

Al centro dell’attenzione le periferie. Il progetto del porto turistico. Il polo di arte contemporanea e quello bibliotecario. La raccolta dei rifiuti porta a porta. L’importanza dell’educazione e dei processi culturali. Una città “che legge”.

Continuità. È la parola che si ripete dopo il netto successo alle elezioni comunali del sindaco di Bari Antonio Decaro, che può continuare il suo percorso da primo cittadino. La continuità è nei programmi: gli spazi sociali e culturali aperti nel corso dei primi cinque anni, ora necessitano di contenuti, di attività.

Si può ripartire da un piano organizzativo che ha coinvolto le associazioni del territorio, la cittadinanza attiva che insieme alle politiche cittadine hanno reso Bari una delle mete indicate dalla guida turistica Lonely Planet Italia.

Poco alla volta ogni quartiere cittadino sarà dotato di “Reti civiche urbane”: un programma iniziato a settembre che vede il coinvolgimento di enti, associazioni, cooperative, cittadini, parrocchie che riunite hanno dato vita ad una realtà che punta alla riqualificazione urbana, sociale attraverso l’animazione culturale dei quartieri. Le Reti Civiche Urbane sono uno strumento unico in Italia che danno la possibilità di abitare e vivere le strade e le piazze. In tal modo le periferie tornano al centro.

Come spesso accade per i grandi centri cittadini, i “margini delle città” restano spesso gli ultimi della lista tra le cose da risistemare. Alcuni spazi del quartiere Libertà sono in fase di ristrutturazione e anche una parte di Lungomare del quartiere San Girolamo incomincia a prendere vita. Proprio il mare, che contraddistingue la città, ma poco valorizzato e vissuto è un punto su cui si lavorerà. Oltre al water front del quartier San Girolamo, nella zona attorno al faro di San Cataldo (altra periferia cittadina) il progetto è di realizzare un porto turistico.

Anche la costa sud della città è in fase di progettazione e riqualificazione prolungando le strutture e i servizi come è già stato per Torre Quetta, la spiaggia pubblica che negli ultimi tempi sta dando ai baresi un altro luogo da vivere e condividere. In questi anni è tornato in vita il Teatro Margherita che ha ospitato la mostra interattiva “Van Gogh alive”; questo storico teatro sorretto da palafitte sul mare insieme allo spazio Murat e all’ex mercato del Pesce che stanno riaprendo, daranno vita il polo di arte contemporanea.

Proprio in uno degli spazi che hanno ripreso vita, il sindaco Decaro ha presentato la nuova giunta. All’ex caserma Rossani, uno spazio enorme nei pressi della stazione in cui sono già partiti i lavori per farla diventare un nuovo polmone verde della città e un Polo bibliotecario, il primo cittadino ha fatto conoscere i suoi nuovi collaboratori, anche se per sei assessori si tratta di una conferma: Pietro Petruzzelli all’assessorato allo sport e all’ambiente; Paola Romano all’assessorato per le politiche giovanili; Francesca Bottalico al welfare, Giuseppe Galasso alle opere pubbliche e alla mobilità, Alessandro D’Adamo al bilancio e Carla Palone all’assessorato per lo Sviluppo economico e al demanio marittimo. I volti nuovi della giunta comunale sono Ines Pierucci nuova assessora alle Culture, al Turismo e al Marketing territoriale, Vito Lacoppola assessore Città dei diritti, alla Partecipazione e alla Trasparenza e infine cambia anche il vicesindaco che sarà Eugenio Di Sciascio, rettore uscente del Politecnico di Bari. A lui sarà affidato l’assessorato alla Trasformazione digitale e ai Servizi civici

C’è tanto da fare, soprattutto è importante cavalcare l’onda del successo che Bari sta riscuotendo, come tutta la regione Puglia dal punto di vista dell’immagine. Occorre continuare a creare, progettare, generare processi culturali per andare oltre i concetti di “visibilità”, che magari la venuta di papa Francesco o del G7 dell’economia nel 2018 hanno dato un’impennata vertiginosa all’attrattività, ma restano i soliti problemi legati alle grandi città riguardo il decoro e l’illuminazione urbane, anche se non sono poche le strade tornate “alla luce”. Per la sicurezza sono previste altre telecamere.

L’idea è di continuare ad essere presenti nelle periferie cittadine, ma credendo nell’educazione e nei processi culturali delle persone. Proprio da queste zone negli anni precedenti è partita la raccolta dei rifiuti porta a porta che è arrivata al quartier San Paolo, non molto distante dal centro cittadino, anche se il primo cittadino punta ad una missione “cassonetti zero” in un tutto il tessuto urbano.

Di continuità si deve parlare anche per quanto riguarda la mobilità urbana: il bando Muvt che dava contributi ai cittadini per l’acquisto di biciclette sarà riattivato. In primavera grazie a questo bando sono state acquistate 3.000 biciclette; inoltre attraverso un’applicazione il Comune ha dato piccoli contributi in euro misurati in base al chilometraggio per l’uso quotidiano della bicicletta per andare a lavoro o a scuola. A tal proposito è stato premiato recentemente un cittadino che ne ha percorso 1.188, ottenendo un bonus di 50 euro.

Tanti sono gli spazi riattivati che si stanno riempiendo di prospettive culturali future. Oltre alla già citata ex Caserma Rossani, all’ex Manifattura dei tabacchi è attivo da tempo Porta Futuro, uno spazio per l’orientamento al lavoro e all’imprenditoria: recentemente è stata inaugurata un’altra ala della struttura da dedicare alle start up.

Cultura e biblioteche sono andate a braccetto con il welfare. Bari, infatti, ha ricevuto il riconoscimento di “città che legge” grazie alla rete di associazioni, librerie, biblioteche (si stimano circa ottanta realtà). In città sono sorti circa venti spazi di lettura e sono state organizzate numerose manifestazioni di promozioni alla lettura; recentemente è stata inaugurata una “biblioteca sul mare” su un’imbarcazione confiscata alla mafia e nei prossimi mesi è previsto il “Festival del libro sociale”.

Bari sembra stia capendo cosa significa “cavalcare l’onda”: per una città di mare dovrebbe essere una cosa normale…

 

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