La solidarietà tra allevatori

A fronte degli incendi che hanno colpito il Medio Campidano, mettendo in difficoltà agricoltori e allevatori del luogo, alcuni loro colleghi si sono messi in moto per condividere fieno, mangimi, e quant'altro è necessario per portare avanti l'attività. Una macchina della solidarietà che è solo agli inizi

Il gran caldo, unito alla siccità, sono facili esche per gli incendiari. Migliaia di ettari di territorio sardo sono andati in fumo, con pastori e allevatori allo stremo per la mancanza di pascoli e di acqua.

Così nei giorni scorsi una delle zone più incontaminate dell’Isola, come i monti a ridosso del Medio Campidano, tra le province di Cagliari e Oristano, dove tra l’altro vive il raro cervo sardo, sono stati aggrediti dal fuoco provocando lo sgombero delle strutture ricettive, l’evacuazione della colonia penale di Is Arenas i cui detenuti sono stati sistemati in spiaggia per diverse ore. A subire i danni maggiori aziende agro- pastorali, che hanno visto distrutto le loro strutture e arsi vivi gli animali; come pure tra le fiamme sono finiti cinghiali, cervi e altre specie che popolavano i boschi della zona.

I danni superano le decine di milioni di euro e la Regione è pronta a fare la sua parte mettendo in campo le risorse disponibili, mentre il governo dovrebbe accogliere la richiesta di stato di calamità presentata dalla Giunta sarda.

Nel frattempo però alcuni allevatori dell’oristanese hanno messo mano alle loro riserve di fieno, mangimi e quanto occorre per portare avanti l’attività, e hanno condiviso ciò che è necessario con i colleghi del Medio Campidano. Una fila di trattori ha percorso la statale 126 che collega l’oristanese e il Medio Campidano e giunta ad Arbus, il comune più colpito, insieme a Gonnosfanadiga, ha consegnato alcune centinaia di balle di fieno a chi aveva perso tutto.

Una solidarietà che mostra ancora una volta il grande cuore dei sardi, pronto a venire incontro alle esigenze di chi vive in difficoltà. Durante i momenti della paura, dovuta agli incendi, i comuni limitrofi hanno aperto palestre e spazi pubblici per ospitare turisti e residenti fuggiti dalla strutture in fiamme: qui sono stati accolti e rifocillati dalla gente comune. C’è chi ha portato acqua, chi ha messo a disposizione materassi e lenzuola per dare un giaciglio a chi nel cuore della notte aveva lasciato l’albergo circondato dai roghi.

Una macchina che è solo all’inizio: anche nei prossimi giorni allevatori di altre zone si metteranno in marcia con i loro trattori per portare aiuto e conforto ai colleghi che stanno cercando di ripartire dopo una notte devastante, illuminata dalle fiamme che ha divorato tutto, tranne la speranza e la solidarietà.

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