La “Rerum Novarum”

Nel settantesimo anniversario della promulgazione della Rerum Novarum, Igino Giordani ricorda quanto drammaticamente profetica sia stata quella enciclica, e lungimirante nell’indicare le aberrazioni ideologiche che, prima, durante e ancora dopo il conflitto mondiale, tanto dolore avrebbero causato all’umanità.
Papa Leone XIII
Le celebrazioni della Rerum Novarum consacrano la validità d’una dottrina sociale derivata dal Vangelo. Parlando dell’Enciclica di Leone XIII, a 50 anni di distanza, Pio XII poteva dire, nel 1941, che, con essa, quel pontefice aveva additato «alla coscienza cristiana gli errori e i pericoli della concezione di un socialismo materialista, e le fatali conseguenze di un liberalismo economico».

Quello gonfiava la Stato fino a farne un Dio in terra: un Leviathan. Questo lo sgonfiava accordando ai ricchi e ai potenti piena libertà di soffocare i deboli.

L’Enciclica leoniana ispirò una legislazione sociale nuova quasi a tutti i Paesi del mondo: anche a protestanti e pagani. Valse a mostrare la vitalità soprannaturale del papato, intanto che dava ai popoli anche d’Asia e d’Africa la coscienza della libertà, della giustizia, del lavoro, strappandoli al loro fatalismo.

 

Queste celebrazioni sono avvenute mentre a Gerusalemme si celebra il processo Eichmann. È spaventoso pensare che, mentre la Sede di Pietro distribuiva quella sapienza per dar vita, da altre cattedre si propalavano ideologie di morte, come il materialismo, il laicismo, il razzismo… Certi pangermanisti frenopatici presentavano il cristianesimo come una religione di femmine, debilitante e umiliante, a cui opponevano la morale dell’uccisione in guerra e dell’insulto in pace. Il superuomo vagheggiato era in sostanza

l’Eichmann, che credeva d’essere forte perché ammazzava gente. Il capovolgimento della ragione, della vita…

 

Leone XIII insegnava: «Le leggi non obbligano se non in quanto sono conformi alla retta ragione, e perciò stesso alla legge eterna di Dio». Ergo, Eichmann non doveva obbedire a leggi, che gl’intimavano di uccidere innocenti: esse erano contro Dio e contro la ragione. Ma il suo cervello flagrava, fulminato dalla ideologia razzista…

Ciò dice che Dio c’è per richiamarci alla ragione. E dice pure che Dio si nega, per aver pretesto di far cadaveri: ammazzare bambini, donne, uomini indifesi. Persino Voltaire diceva che se uno ti nega Dio è segno che mira al tuo portafoglio, o a levarti la pelle.

Igino Giordani

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