La posta del direttore

TELEFONINI E PORNOGRAFIA Ho comprato ultimamente un cellulare per il compleanno di mio figlio di 12 anni e con esso una scheda prepagata Wind ed ho attivato il servizio. Ieri sera, però, provando il telefono mi sono accorto che vi è installata nel menù strumenti o extra la voce servizi wind al cui interno si trovano servizi come news, oroscopo, giochi, sport, tv, ma soprattutto la voce eros. Questa si distingue ancora in uomo, donna e kamasutra. Cliccando, si attiva una richiesta sms su questo genere di argomento, naturalmente a pagamento. Immaginatevi lo stupore e lo sdegno: è di mio figlio questa scheda e per un ragazzino che clicca facile, abituato ai videogiochi, è come comprargli una rivista porno… Io volevo e voglio solo un numero telefonico con le possibilità annesse (tipo Mms per intenderci). Ho chiamato la Wind più volte, ma non c’è nulla da fare. Potete aiutarmi o consigliarmi in questo? Devo buttare la scheda e cercare un altro operatore?. Mirco Castello Purtroppo il degrado morale della nostra società è arrivato a questi livelli, per cui si considera normale proporre a tutti l’opzione incriminata. Lo si può vedere da quasi tutti i siti Internet, dove con varie mascherature viene presentata la stessa proposta. Serve una campagna di coscientizzazione dell’opinione pubblica. La denuncia può essere fatta alle associazioni dei genitori e delle famiglie che già sono attive in questo senso. Suggeriamo anzi di rivolgersi al coordinamento tra le associazioni stesse e cioè alla Co.Per.Com., via Baldelli 41, 00146 Roma, tel. e fax 06-5406848, e-mail: copercom@glauco.it web: www.glauco.it/copercom Ne approfittiamo per girare l’invito a tutti i lettori. NON CERCHIAMO SCUSE A proposito della tragedia del padre di Caltanissetta che ha ucciso suo figlio disabile, non cerchiamo scuse: è solo cinismo chiudere gli occhi e non chiedersi cosa muove un genitore ad uccidere il figlio disabile liquidando la cosa come il frutto di un dramma personale, di una vita impossibile. L’amore che proviene dal rapporto con i nostri figli ci permette pacificamente ma con determinazione di reagire, di alzare la voce se necessario per smuovere le coscienze, cancellare le discriminazioni e rendere possibile una vita apparentemente impossibile. Ho la stessa età del papà di Caltanissetta. Quando nel 1987 è nata mia figlia, con gravissime lesioni cerebrali, io e mia moglie eravamo dei ragazzini devastati e sconvolti. Il dolore era accompagnato da un clima sociale che ci faceva capire che eravamo solo dei poveretti, sfortunati, che non potevamo farci carico di un problema così grande, che dovevamo delegare ad altri il destino dei nostri figli, che in famiglia la disabilità rendeva, appunto, la vita impossibile. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di sbarrare quelle due prime lettere della parola impossibile e ci siamo riusciti, ma non da soli. Da quell’esperienza traumatica è infatti nata l’associazione che raggruppa i genitori con bambini cerebrolesi. Non potevamo solo giocare in difesa, ma potevamo cercare di attaccare avendo maturato una coscienza sociale propositiva. Era arrivato il momento non di distruggere ma di cercare alleanze per gettare un ponte tra noi e la società nel suo complesso. Diciamo la pura verità: non esiste famiglia che non abbia mai pensato di farla finita, ma poi quando qual- cuno di noi si butta dalla finestra col proprio familiare o lo annega tentando anche di suicidarsi non è con la giustificazione più ovvia aveva un figlio disabile che si rende giustizia a un dramma che affonda le sue radici sullo scollamento tra famiglia e società. Sono tragedie che riguardano tutta la comunità, le sue istituzioni, i suoi servizi spesso inadeguati. La società, dunque, si interroghi del perché . Marco Espa, vicepresidente dell’Associazione bambini cerebrolesi A PROPOSITO DEI WALSER Ho letto con piacere l’articolo di Alma Pizzi sui walser e mi permetto di aggiungere qualche suggerimento: chi visiti la Val d’Avers, nei Grigioni, troverà una fiorente comunità walser. Chi poi conosce il tedesco, legga Das hochtal Avers (che si può reperire in loco) e ci troverà molte notizie interessantissime. Per arrivare in Val d’Avers si fa il San Bernardino e dopo pochi chilometri si prende per la Val Ferrera. Oltretutto è una zona magnifica, poco nota, con ottimi alberghetti. Un’altra nota: sembra che sia di origine walser anche la località di Spriane, in Valmalenco. C. Molinelli – Milano ANCHE IL RELAX PIACE Da anni siamo abbonati a Città nuova e come fedeli lettori, abbiamo notato qualche cambiamento nell’organizzazione della vostra rivista. Non vogliamo criticare il messaggio educativo e cristiano delle vostre utili rubriche, ma per fare che questi messaggi arrivino a tutti… si deve fare in modo che questi raggiungano davvero tutti.Tutti i ceti sociali, tutte le culture, tutti i credi religiosi, tutte le fasce d’età… Perciò, ci piacerebbe, se possibile, che lo spazio dedicato ai giochi (tipo cruciverba) venga ripreso. Chiediamo questo perché siamo consapevoli del valore educativo del gioco, spesso sottovalutato, poiché considerato come un piccolo strumento infantile insignificante forse in apparenza, ma che invece possiede grandi funzioni pedagogiche. Una tra queste è quella di riunire le famiglie in un piccolo svago quotidiano e di condivisione con i figli, che oggi purtroppo è sempre più raro. Con questo, cogliamo anche l’occasione di ringraziare tutti i collaboratori della rivista per il buon lavoro che continuano ad offrirci. Famiglia Brovelli – Germignaga Stupisce che per avere due sole volte, per motivi tecnici indipendenti dalla nostra programmazione, dovuto sostituire all’ultimo momento nella rivista una pagina della rubrica dedicata al relax, più di un lettore abbia sentito l’impulso di chiederci chiarimenti. Non fosse mai che ci sognassimo di sopprimere quelle pagine! Visto che così non è, m’affretto a tranquillizzare i nostri amici grandi e piccoli che si dimostrano così affezionati anche a queste brevi pagine dedicate allo svago. Mentre mi compiaccio per tanto interesse, mi premurerò di farne partecipi i curatori del relax. Anche a nome loro un grazie sentito a questi fedeli lettori. INSIEME CONTRO LE PERVERSIONI DELLA SOCIETÀ Un articolo riguardante il traffico di organi nei paesi africani mi ha veramente scioccata, ma soprattutto sono rimasta addolorata per il fatto di essere impotente nell’agire affinché certe barbarie siano debellate. Mi chiedo cosa fanno i potenti a livello internazionale per tutelare la vita dei bimbi innocenti che in Africa e in tutti i paesi del mondo sono in balia di persone senza scrupoli e senza cuore, e mi chiedo anche come possiamo aiutare quanti si fanno promotori di iniziative per far cessare le ingiustizie che subiscono sempre i più deboli e indifesi. Uniamoci per una protesta globale contro tutte le perversioni delle società. Facciamo in modo che i governanti di tutto il mondo prendano i giusti provvedimenti per un futuro di uguaglianza, sappiano che non siamo più sordi, ciechi e muti, ma pronti a lottare, altrimenti cosa ci stiamo a fare in questo mondo!!. Anna Maria Brasili – Falconara Mi pare che le sue considerazioni siano ampiamente condivisibili. Aggiungerei solo che le sue domande andrebbero completate con l’invito a discernere fra chi di queste cose parla e chi per curare queste piaghe opera. Per unirsi a questi ultimi nell’azione. 63 COMUNI INSIEME PER LA PACE Facendo proprie le parole di Chiara Lubich: Bisogna mettere in moto la pace non come un’idea accanto alle altre, ma come l’idea fondamentale della convivenza fra gli uomini, il comune di Santa Maria Capua Vetere ha voluto ampliare l’iniziativa della marcia della pace già realizzata lo scorso anno, coinvolgendo la città di Caserta, e tanti altri comuni della Campania, per vivere un’esperienza di culture in cammino per la pace e il dialogo e proponendo ai partecipanti tutti come strada percorribile la regola d’oro comune a tutte le religioni e ai laici impegnati per la pace: Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. L’iniziativa si è concretizzata in un territorio molto ampio, raccogliendo le adesioni di 63 comuni di diverso colore politico. Alle manifestazioni che si sono svolte domenica 28 marzo hanno partecipato associazioni laiche e religiose, da Emergency al Movimento dei focolari, dall’Agesci alla Comunità Musulmana di San Marcellino-Aversa, dalla Comunità di Sant’Egidio al gruppo Evangelico di San Nicola La Strada, e tanti altri. Diversi oratori hanno siglato, con i loro interventi, l’impegno a vivere da fratelli, ad abbattere i pregiudizi ideologici e religiosi per lavorare uniti nelle proprie città sapendo che questa è la strada più adatta per risalire la corrente e per risanare piaghe. Pasquale Lubrano Richiamarsi alla regola d’oro del “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” è alla radice del vero cambiamento che tutti auspichiamo fortemente perché riguarda evidentemente qualsiasi guerra, qualsiasi azione terroristica e qualsiasi violenza. Non esclude dunque neppure quella violenza verbale verso la quale oggi siano diventati così indulgenti.

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