La posta del direttore

PER COMBATTERE GLI INCENDI “Sono in vacanza in Liguria e attorno a me ci sono incendi un po’ ovunque: un vero flagello! Ho letto in un giornale e visto in tv che stanno adoperandosi nel settore della forestale per recuperare vaste zone dove c’è stato un incendio due o tre anni fa, rimettendo delle nuove piante. “Avevo letto tempo fa su Città nuova delle notizie molto interessanti sulle piante ignifughe come il gingko biloba, pianta medicinale, se ben ricordo; ma parlaste un po’ in generale di questo bellissimo albero con le foglie “a ventaglio”. Ripensando al vostro interessante articolo, mi sono detta che forse quelli del rimboschimento dovrebbero pianificare la messa a terra di piante tradizionali dei nostri boschi, alternandole con larghe fasce di queste piante ignifughe, in modo che si avrebbero dei canali sparti-fuoco. So che in Cina e in Giappone le piantano vicino ai loro templi che sono di legno”. Maria Humani Temo proprio che creare barriere spartifuoco col gingko biloba non darebbe i risultati sperati. Una cosa è proteggere un tempio di legno con un bosco di queste piante, come fanno in Estremo Oriente in zone monsoniche, altra cosa sarebbe collocarle in zone poco piovose come quelle che da noi vanno più spesso a fuoco. Altri esperimenti, forse più validi, ma sempre inadeguati, sono stati tentati in Russia con piantagioni di una varietà ignifuga di salvia lungo la ferrovia Transiberiana che attraversa immense foreste disabitate e ogni anno causa immani incendi. Più spesso si cerca di arginare le fiamme con fasce disboscate, abbastanza larghe, dette appunto tagliafuoco, ma pur sempre inadeguate in caso di forte vento. Forse, nel campo delle piante ignifughe, un risultato potrà arrivare dalla biogenetica, accettando qualche rischio che queste alterazioni comportano; ma è presto per dirlo. Non è presto invece, e lo diciamo forte, per creare una cultura nuova di rispetto dell’ambiente, visto che è l’uomo il primo responsabile di questi disastri. L’amore alla natura, inculcato nelle scuole, sta dando già dei frutti. Ormai sono gli adulti che danno il cattivo esempio. E nei loro confronti non si dovrebbero trovare scusanti per inasprire, e di molto, le pene. UN AGOSTO DI FUOCHI POLITICI “Non ha avuto tregua, nenache durante le ferie, la faida politica fra le opposte fazioni. Come fanno a non scoraggiarsi quanti credono ancora che sia il dialogo e non la contrapposizione frontale senza esclusione di colpi a riportare il dibattito nell’alveo costruttivo del rispetto reciproco?”. Giovanni Catti Modena La cronaca politica di questa estate già torrida, non ha certo contribuito a raffreddare gli animi. Eppure si è assistito anche a dibattiti misurati e accettabili. Penso al Meeting di Comunione e Liberazione che ha offerto la sua platea a leader di governo e dell’opposizione. Ne è nato un dibattito vivace, ma sempre ricondotto nei limiti del dialogo. Un imperativo, questo, sottolineato più volte a cominciare dal presidente della Camera Casini, fino al messaggio del presidente Ciampi che, in riferimento all’Unione europea, ha evidenziato come sia “nata dal bisogno di pace per proseguire sul cammino del dialogo tra i popoli”. APERTURA AL DIALOGO “Leggo la vostra rivista dall’inizio di questo anno e vorrei congratularmi con voi per la grande apertura e disponibilità che mostrate nei confronti di coloro che non la pensano come voi. “Colpiscono la vostra onestà e limpidezza, doti queste che considero al di sopra di tutte le altre, specie se si vuole fare informazione. Attraverso la vostra pubblicazione vedo che ci sono altre persone che si pongono gli stessi problemi che mi pongo io, anche se non appartengo al mondo dei credenti, che c’e qualcuno che prova a pensare con la propria testa (cosa assai difficile in mezzo a tanto clamore di notizie urlate e a tanto silenzio su argomenti vitali). “La verità è forse un concetto troppo impegnativo, chi di noi può affermare di possederla? (non mi riferisco alla Verità ma solo a quella relativa ai fatti che accadono). Sono già comunque contenta che vi proviate a narrare i fatti di cui siete a conoscenza con serenità e imparzialità. Mi riferisco in particolare alla guerra in Iraq, ovviamente, argomento che ha scatenato polemiche che ancora bruciano. Complimenti per l’attività pervicacemente svolta dal Movimento dei focolari di apertura nei confronti di tutti coloro che sono disposti a dialogare. Voi infondete coraggio e speranza a chi li ha persi solo per il fatto di esistere e di operare”. Antonella Giuntoli UN CONFRONTO PROPOSITIVO “Con sincerità ammetto che Città nuova è cambiata, ha avuto qualche piccolo ritocco ai contenuti, ma la sostanza è quella. Io in un giornale, o in un periodico, cerco l´obiettività: siamo in democrazia, e sono contento che Città nuova sia propositiva della sua linea. “Sono stanco di sentire persone che si ergono a giudici senza capire il senso dei testi trattati nei vostri articoli. Quanti altri avrebbero dato spazio con coraggio ad una ex lettrice, cercando di spiegarle i suoi errori di valutazione, e allo stesso tempo ammettendo con umiltà la poca chiarezza di un articolo? “Credo che farebbe bene a tutti fare un confronto tra Città nuova e molti altri periodici del panorama italiano. È più importante leggere quello che vorremmo sentirci dire, o quello che ci fa ragionare con la propria testa? Io in un giornale, o periodico, apprezzo il fatto che mi faccia ragionare sulle cose, anche se mi costa fatica. “Confrontiamoci su argomenti seri, siamo propositivi, altrimenti la conversazione scade nel qualunquismo” Marco Meneguzzo – Orgiano (Vi) Elogi a parte, che ho omesso di riportare perché non credo di meritare, mi pare che il suo atteggiamento costruttivo nei confronti della rivista e della sua linea sia giusto per poter interpretare il messaggio che vogliamo trasmettere. Esso parte proprio dalla possibilità di instaurare un dialogo. E per farlo occorre volerlo in due. Grazie, allora, per questa disponibilità ad allargare la cerchia di chi, come noi, vuole abbracciare il mondo e dialogare con tutti. QUEL SALUTO DI DON GIUSSANI “Mi ha colpito molto positivamente l’intervento di don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, a chiusura del Meeting di Rimini. Forse perché malato e con un filo di voce, forse per la brevità del suo saluto, ma mi è sembrato che la sua parola, solitamente ricca di citazioni culturali, si innalzasse fino alle vette delle mistica. “I pochi passaggi avevano un grande sapore autobiografico – “Domando a Dio l’energia per augurare a me e a voi che la Madonna ci assista nel compito più grande della nostra vita” – e il colloquio era rivolto più a Maria che al popolo di Rimini. “In Te misericordia, in Te magnificenza”, e ha ricordato: “Siamo poveri, piccoli, aridi e smarriti tante volte, ma siamo figli tuoi. Abbi pietà di noi”. E ancora: “Il motivo della vita come speranza, che è così ravvivato in questi anni, abbia come luce, come affettività, come luogo Te”. Nel saluto finale, una consegna: “Auguriamoci di vivere questo mistero di rapporto con la Madonna il più possibile nella nostra vita, anche se abbiamo girovagato, come faccio io adesso”. Splendido. Parole rivolte ai suoi. Ma come non sentirle per tutti noi? Grazie, don Giussani”. Aldo Bazzi – Napoli PREGARE CON I SALMI “Ho visto con piacere una Parola di vita tratta da un bellissimo salmo. Ho scoperto questa forma di preghiera solo dopo la partenza per il Paradiso del mio giovane figlio. “Sono stati alcuni salmi come rugiada alla ferita che avevo nell’anima; mi hanno sospinto ad amare di più il Signore, mi hanno assicurato che Dio è Amore e dato la certezza di averlo sempre accanto come amico, fratello nel mio cammino. “Ecco, da qualche tempo mi sono guardato attorno fra gli amici e ho notato come pochissimi leggono i pregano anche con i salmi. I più li relegano come espressioni antiche, dure e anche vendicative e quindi rifiutano di capirli. “Gradirei che vi faceste promotori di una lettura dei salmi, che edificano e non distruggono, che insegnano ad amare meglio Dio e a capire la grandezza del suo amore senza limiti per l’umanità”. Gianni Leo Risponde Mario Bodega. Sperimentare la forza sanante della preghiera, come lei testimonia col suo scritto, è certamente un dono grande di cui ringraziare il Signore. Davvero Dio ci parla e ci educa sempre attraverso la Sacra Scrittura. Il fatto stesso che Dio ci parli è già segno del suo amore. È vero che a volte purtroppo, non si dà importanza alla Parola di Dio e in particolare ai salmi. Forse perché richiedono anche una giusta spiegazione. Tuttavia anche il Concilio Varicano II ci ricorda come Dio è presente nella sua parola (Costituzione sulla Liturgia al n.7). Il papa in particolare nella sua catechesi del mercoledì ha commentato dei salmi, traendone importanti insegnamenti anche per la nostra vita di oggi. Non dimentichiamo che Gesù stesso ha pregato i salmi e ha realizzato nella sua persona le speranze espresse dai salmisti. Si possono allora leggere i salmi alla luce della vita di Gesù, alla luce del Vangelo. Infine i salmi sono la preghiera ufficiale della chiesa e non solo per i sacerdoti o i religiosi.

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