La posta del direttore

IL PONTE INSANGUINATO DI PRIMAVERA “Chi possiede un minimo di onestà intellettuale dovrà convenire che il bilancio è davvero drammatico. Per incidenti stradali, tra il 18 aprile e il 4 maggio, 214 persone se ne sono andate nel mondo dei più, mentre i feriti ammontano a 6.380. Peggio della guerra in Iraq! “È necessario, di fronte a questa cruda e triste realtà, educare tutti, indistintamente, alla disciplina stradale. In altre parole, ognuno deve avere maggiore coscienza di quello che fa quando sta al volante. “Il mio caldo appello è diretto soprattutto agli automobilisti disattenti. Per non parlare, poi, di coloro che si autoincoronano padroni assoluti delle strade correndo maledettamente, senza tener conto minimamente dei gravi pericoli imminenti e latenti. “Teniamo presente che questi incidenti che insanguinano le nostre arterie procurano profonde lacerazioni di affetti familiari che nemmeno il tempo cancellerà facilmente. “Diamo, perciò, più valore alla nostra vita! Essa è bella e degna di essere magnificamente e serenamente vissuta “. Franco Petralia – Cervinara (Av) Credo che tutti i nostri lettori siano d’accordo e sottoscriverebbero il suo appello. Io lo faccio per primo. Purtroppo però, molti di noi, dimentichiamo, anche per brevi momenti, questi buoni propositi e possiamo mettere altri e noi stessi in grave pericolo. L’abitudine a questo autocontrollo va dunque cercata e perseguita con scrupolo avendo sempre presente che l’automobile o la moto possono diventare un’arma pericolosa. BUSH E SADDAM ALLA PARI? “Questa mattina ho sentito dire che era “assurdo” essere d’accordo con chi combatte Saddam. Per parte mia ho restituito il dono di pazienza all’ascolto regalatomi da amici del Movimento nel lontano 1970, che credo fossero tutti buoni e tutti bravi. Resto comunque un italiano che ama prima il suo paese e i suoi militari e, soprattutto ora, gli americani e gli inglesi. “Mi hanno spiegato che vorrete trattare Saddam e Bush alla pari.Trattare alla pari chi ci combatte da 1200 anni e martirizza i nostri migliori religiosi? “Io non vi stimo proprio più”. Lettera firmata – Milano Trattare alla pari non vuol dire mettere su un piano di equivalenza la democrazia americana e la dittatura irachena, ma avere per tutte le persone uno sguardo che va al di là delle loro colpe e credere che ciascuno, pentendosi, può meritare davanti a Dio il riscatto che è stato pagato per tutti. Altra cosa è il giudizio sui fatti. Quello sulla guerra lo abbiamo esposto più volte e ne riparliamo anche in questo numero. Quello sulle atrocità compiute da Saddam e dai suoi adepti, ci auguriamo possa venire emesso da un tribunale penale internazionale. DOVE È FINITO IL DIALOGO? “Come nuovo abbonato, sono seriamente tentato di chiedere l’interruzione dell’abbonamento. “I vostri articoli sono fortemente antiamericani e provocano in me un profondissimo senso di amarezza, ma proverò ugualmente a intavolare un dialogo. Non dovrebbe essere questo lo spirito di Città nuova? “Mi auguro che la mia posizione possa comunque contribuire a far progredire la discussione. “Vi sembrerà strano, ma sono uno di quei cristiani (molti più di quanti immaginiate) che, proprio perché non vogliono la guerra, sono convinti che con dittatori assassini e criminali come Saddam non sia possibile alcun dialogo: lo scopo di personaggi come Hitler, Stalin o Saddam Hussein è soltanto quello di affermare la propria politica di potenza e l’unico modo di evitare guerre sanguinose (in seguito) è quello di affrontare (subito) guerre limitate. “La contabilità dei morti non è mai un esercizio piacevole, ma probabilmente questa guerra ha causato meno vittime di quante la repressione di Saddam ne provocasse mediamente ogni anno: e d’ora in poi gli iracheni non saranno più imprigionati, torturati, massacrati o gasati da un regime brutale. “Sulle vostre pagine, invece, sembra che Saddam e Bush (“il Dio degli eserciti”) siano messi praticamente sullo stesso piano”. Marco Racca – Marene (Cn) Sono stato costretto a tagliare la lettera perché troppo lunga e, in parte, agli argomenti trattati abbiamo già risposto o stiamo rispondendo sia sulla corrispondenza che con articoli di approfondimento. “Ma in occidente – prosegue la sua lettera – quelli che sembrano più convinti nel mettere in guardia contro il nazismo fingono di non accorgersi che siamo in presenza dello stesso fenomeno (“) Per fortuna ci sono gli americani””. È vero che, proporzioni fatte, si possono cogliere diverse analogie fra il dittatore iracheno e Hitler o Stalin. Purtroppo, allora come oggi, le guerre sono state causate anche dalla incoerenza e dalla mancanza di unità fra quanti potevano contrastarle. Tant’è vero che, mentre per eliminare il nazismo c’è voluta una guerra mondiale, il comunismo sovietico, invece, è stato contenuto, finché non è imploso da sé. Ma dopo avere causato milioni di vittime e dolori inenarrabili a interi popoli. Se Hitler, come Stalin, come Saddam non fossero stati aiutati quando facevano comodo a certi interessi, ma osteggiati fin dall’inizio, non si sarebbe arrivati a tanto. Per questo ci sembra auspicabile che la comunità internazionale arrivi a mettere sul tappeto il problema di tutte le dittature esistenti, cercando strade concrete e pacifiche per favorirne il superamento, prima che le varie situazioni precipitino. BENE “CITTÀ NUOVA” SU L’IRAQ “Voglio complimentarmi con la redazione per il taglio dato alla rivista nel gestire le informazioni riguardanti il conflitto in Iraq: opinioni decise e chiare, verbalizzate con scrittura non velata da conformismi tipo politically correct o da adeguamenti lessicali. Spesso i media si preoccupano di misurare le parole per evitare di offendere qualche potente, mentre non comprendono come certi silenzi offendano gli ultimi della Terra, coloro i quali subiscono le decisioni altrui. Silenzi che puzzano di omertà. Grazie: ho capito che amare vuol dire anche esprimere apertamente quello che si pensa, senza paura. L’amore non teme nulla”. Stefano Pavan DEBITI E COERENZA “Per vincere la pace c’è bisogno di sviluppo. Per questo credo che l’Iraq, oltre a potersi dare un governo democratico che garantisca la libertà per gli iracheni, debba essere sollevato dai debiti che il dittatore Saddam ha lasciato; ma la Francia, la Germania e la Russia hanno detto no! Ora si deve tenere presente che non si tratta di riparare i danni di 25 giorni di guerra ma di 25 anni di saccheggio economico; e che tutto quel denaro era stato prestato a Saddam da Germania, Francia, Russia per comprare armi, costruire palazzi e strumenti di repressione. “Per tutto l’anno 2000 e 2001, è stata portata avanti una campagna per la cancellazione dei debiti. Mi chiedo come mai adesso nessuna voce si alza per far cancellare il debito iracheno”. Lettera firmata – Roma Mentre si arriverà a togliere l’embargo all’Iraq, non penso sarà altrettanto automatica la cancellazione del debito, perché ciò favorirebbe un governo insediato dagli Stati Uniti e danneggerebbe proprio Francia, Germania e Russia che nella regione hanno interessi concorrenti. Voci spontanee che si alzassero per reclamare questa cancellazione dimostrerebbero fra l’altro un’indipendenza dai condizionamenti politici sommamente auspicabile. Ci auguriamo che ciò avvenga. NON UCCIDERE LA VITA “Nel giugno del 2002, la Camera dei deputati aveva approvato il progetto di legge sulla procreazione assistita. Mi chiedevo a quando l’approvazione anche da parte del Senato per diventare legge dello stato? Intanto impera “il far west”. Siamo già in ritardo nel regolamentare questa materia, ma si vede che il Parlamento italiano “è in tutt’altre faccende affaccendato”. Timidamente sembra che qualche cosa si muova sia a livello italiano che europeo circa il problema specifico della sperimentazione sugli embrioni umani. A livello italiano il Comitato nazionale di bioetica ha ribadito anche di recente la convinzione che “l’embrione è un individuo della specie umana e come tale non possa essere oggetto di sperimenti che lo uccidono o lo danneggiano”. “Intanto il Parlamento europeo ha incoraggiato linee di ricerca alternative agli studi sull’embrione, quali gli approfondimenti sulle cellule staminali adulte. La decisione finale dovrà essere presa durante l’ormai imminente semestre di presidenza italiana dell’Unione europea. “Si auspica che prevalga il carattere umano della stessa ricerca, la quale implica il senso della sua finitezza e dei suoi dubbi, nonché il rispetto di alcuni limiti, primo fra tutti quello costituito dai diritti dell’uomo stesso. Secondo me, nessun progresso che utilizzi esseri umani come cavie può considerarsi veramente tale. A questo punto, a proposito di certe polemiche laiciste, vorrei dire che non c’è bisogno della “fede” perché i legislatori se ne rendano conto ed operino di conseguenza. “Ciò rappresenta una riflessione laica sulla vita. È una istanza giuridica in un mondo in cui forza e debolezza hanno “due pesi e due misure” sul bilancio del giusto. L’essere umano ha dunque il diritto alla “vita inerente” come recita la dichiarazione dell’Onu del 1948: il diritto di non essere manipolato, alterato, soppresso. Insomma la norma “non uccidere la vita” è semplicemente umana e perciò anche laica”. Giancarlo Maffezzoli – Garda

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