La posta del direttore

Informazione pilotata Dovendo votare ho seguito molto bene la campagna elettorale francese per eleggere il presidente della Repubblica. Per di più ero a Parigi prima del ballottaggio e ho potuto seguire i dibattiti televisivi ed in particolare il confronto di quasi 3 ore in diretta tra Sarkozy e Ségolène Royal. Il tipo di società ed i valori sostenuti da ognuno risultavano chiari e per quanto possibile completi: un quadro riassuntivo che poteva dare agli ascoltatori gli elementi di una scelta responsabile. Due visioni totalmente opposte di come raggiungere il bene comune. Per gli elettori c’era solo da posizionarsi. Finito l’impegnativo dibattito fra i due candidati, i canali televisivi maggiori hanno immediatamente fatto seguire tavole rotonde con moderatore e giornalisti conosciuti, francesi e stranieri. A questo punto sono rimasta letteralmente sconcertata da quello che usciva dalla loro bocca. Mi chiedevo allibita: Ma hanno ascoltato o avevano già scritto il loro articolo prima dell’evento e ora vogliono giustificare la loro presa di posizione? Come fanno ad affermare o negare cose non dette? Travisare posizioni molto chiaramente espresse, dare opinioni in palese mala fede?. Di ritorno in Italia, i telegiornali non mi hanno offerto niente di meglio. Spezzoni di discorso scelti con evidente parzialità, analisi invalidanti la comprensione del programma di governo dell’uno o dell’altro candidato. So che la verità, o almeno una certa obbiettività dell’informazione, è il problema cruciale del mondo contemporaneo, ma in questa circostanza precisa dell’elezione del presidente francese la responsabilità dei media mi ha particolarmente toccato: non è questo il tipo di informazione che forma i cittadini ad essere partecipi degli eventi politici, a diventare attori della democrazia… a darsi da fare per costruire l’Europa… ecc. Se si riesce a manipolare l’opinione pubblica in modo così macroscopico su situazioni vicine che tutti potrebbero in qualche modo verificare, cosa ne è di quanto non si può conoscere di prima mano o che è più lontano dalla nostra cultura? Siamo proprio in balia di potenze economiche e senza scrupoli? O è semplicemente questione di grande ignoranza professionale?. Luisa Ajroldi – Parigi Penso che non si potrebbe disegnare un quadro più esatto, attuale e convincente di questo da lei delineato. Le cose stanno proprio così. Soprattutto in Italia. Con le debite eccezioni – bisogna riconoscerlo -, ma si direbbe che alla gente piaccia sentirsi rassicurata nelle convinzioni che già possiede, piuttosto che vederle messe in discussione. Perciò si sceglie il canale ed il programma che più l’accontenta e meno l’informa. Le potenze, come lei dice, che stanno dietro questo gioco sono certamente quelle economiche, ma al vertice sta il potere tout court che muove l’economia e, in questo caso, condiziona i media. Sarebbe troppo facile dire che noi cerchiamo di andare controcorrente. Ma almeno ci proviamo. L’invitato Prodi a Stoccarda Ho letto una notizia sparsa tra le tante che informava dell’invito rivolto dai Focolari a Prodi per la sua partecipazione all’incontro di Stoccarda del prossimo 12 maggio. Premetto la mia ignoranza sui temi che vi saranno trattati, ma ritengo del tutto inopportuno invitare quello che definendosi cattolico adulto ha preso le ben note posizioni sui temi dell’ultimo referendum (infischiandosene dei vescovi e delle indicazioni della Cei) in quanto appunto, il Cattolico Adulto è in grado di scegliere. Non importa se lo stesso si regge governando con l’appoggio di partiti apertamente anticlericali che osteggiano la Chiesa e il papa: vedi scritte e proiettili a mons. Bagnasco, il con- certo del 1° maggio, nonché la sortita di Agnoletto e soci al parlamento europeo (lo so che la vostra Patrizia Toia è intervenuta, per fortuna!). Da presidente della Ue, inoltre, non ha mosso un dito per la ben nota questione delle radici cristiane dell’Europa (avrebbe forse scontentato i suoi futuri elettori dei centri sociali?) ma che ora sia per lui possibile ridare una lustratina alla patina di cattolico, partecipando come invitato al vostro incontro (e magari intervenendo pure con un discorso), mi sembra francamente troppo. L’avevate già invitato alla inaugurazione del polo Lionello: come si fa a invitare il rottamatore dell’industria italiana ad inaugurare un polo industriale? Ricordate cosa ha fatto con i soldi altrui quando era all’Iri? Se questa è la vostra scelta, mi spiace e comunque spero che sia per voi quella giusta. Giorgio Barbanti Caro lettore, ci sembra che non stia certo a noi dare la patente di cattolico ai politici italiani, e tanto meno di ritirarla. Ad altri personaggi, anche dell’altro campo, si potrebbero rivolgere domande altrettanto pepate e imbarazzanti. L’autonomia del laicato cattolico è una conquista del Vaticano II e nessuno l’ha mai messa in dubbio. Oggi non si può essere soddisfatti appieno del comportamento di tanti politici cristiani di ogni schieramento. Anche a noi compete dunque il dovere morale di mettere i politici dinanzi alle domande che sorgono dal Vangelo, domande confermate dalla Chiesa. È quello che – per quanto ci riusciamo – cerchiamo di fare su queste colonne, senza guardare all’etichetta partitica dell’uno o dell’altro. Detto questo, riguardo al prossimo appuntamento di Stoccarda, va precisato che, contrariamente a quanto scritto da certi organi di stampa, l’iniziativa non è del Movimento dei focolari e basta, ma di una variegata costellazione di ben 240 movimenti e comunità europee di cattolici, ortodossi, evangelico-luterani e anglicani. È dunque un’iniziativa ecumenica per ridare un’anima all’Europa, che ha avuto la benedizione delle varie Chiese cristiane del Continente, a cominciare da quella del papa. Inoltre va detto che la presenza di Romano Prodi muove dalla sua partecipazione nel 2004, nella veste di presidente della Commissione europea, alla prima edizione della manifestazione di Stoccarda, quando promise di tornare e fu confermata prima che fosse fissata la data del Family Day. Per di più essa è contemporanea a quella di altri politici europei cristiani – di destra, di centro e di sinistra -, così come sono presenti leader religiosi di diverse Chiese, a cominciare dal card.Walter Kasper. 20 anni di attività dell’Amu Segnaliamo che il 2 e 3 giugno prossimi si svolgerà al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Rm) un convegno per celebrare i 20 anni di attività dell’Amu, associazione azione per un mondo unito-Onlus. Sarà un’occasione interessante per conoscere l’Amu, i suoi progetti ed il suo modo di operare. L’invito, con tutte le informazioni utili, è accessibile dal sito dellAmu www.azionemondounito.org. Nei prossimi numeri Città nuova darà ampio spazio a questo avvenimento. Incontriamoci a Città nuova, la nostra città Rotocalchi in movimento da sette anni su Radiopace Le riviste dei movimenti ecclesiali collaborano in un’unica redazione radiofonica: Paola e Gino Farenzena insieme a Lucia Dalcero, in prima linea nella promozione della cultura della fraternità e nostri lettori, ci segnalano quest’iniziativa pubblicata su Verona fedele, settimanale della diocesi di Verona. È una rubrica che vede esponenti di varie associazioni e movimenti ecclesiali (Rinnovamento nello spirito, Movimento ecclesiale carmelitano, Movimento dei focolari, Associazione per l’evangelizzazione Alfa- Omega) riunirsi ogni mese per raccontare in diretta la vita e gli appuntamenti dei rispettivi movimenti nello spirito di comunione, insieme ad interviste e testimonianze con apporti di Comunione e Liberazione, Cammino Neocatecumenale, Comunità Regina Pacis, Comunità di Sant’Egidio e altri. Quest’originale esperienza radiofonica è uno dei frutti nati dopo lo storico pomeriggio del 30 maggio 1998, allorché Giovanni Paolo II convocò in piazza San Pietro i movimenti ecclesiali e le nuove comunità perché nascesse tra tutti una nuova comunione. Qui a Verona, grazie a Radiopace – afferma Lino Camerlengo dei Focolari – ci è stata offerta questa preziosa occasione alla quale cerchiamo di essere fedeli. Il rapporto nato fra noi, in questi anni, si è fatto sempre più profondo e improntato ad una vera e sincera comunione. Siamo certi – aggiungono Flavia e Luciano Tedesco di Alfa-Omega – che questa esperienza immette nella nostra Chiesa più comunione per la missione e tutti ne beneficiamo. Il programma in questi anni ha avuto ospiti di riguardo: tra gli altri, don Oreste Benzi, Vittorio Messori, mons. Angelo Comastri; giornalisti come Mario Chiaro, Michele Zanzucchi, Oreste Paliotti, Paolo Lòriga. Noti docenti come Luigino Bruni, Herbert Lahueronth, Brunetto Salvarani, Antonio M. Baggio. Rotocalchi in movimento viene trasmesso ogni primo sabato del mese alle ore 16,30 e ripetuto la domenica seguente alle ore 12.30 e alle ore 22.30 e il giovedì seguente alle ore 22,00. È seguito da molte radio del Triveneto e della provincia di Reggio Emilia e di Modena e lo si può ascoltare in Internet al sito www.radiopace. net/video/focolari/dir.php. Info Radiopace 045/7545051.

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