La posta del direttore

Pubblicità mascherata Qualche giorno fa, di prima mattina mi siedo in cucina per fare colazione, accendo la tv per ascoltare le ultime notizie. Su Rai 2 Medicina 33 si parla del mal di testa dei bambini. La fonte autorevole neuropsichiatrica infantile spiega: Si tratta di un disturbo genetico-psicologico- ambientale e la causa è spessissimo psicologica. Scatenante nel bambino è il desiderio di voler fortemente qualcosa. Ci sono moltissimi farmaci che possono essere utilizzati!. Che bello! Ma non viene in mente a nessuno di consigliare una visita medico specialistica da un oculista, allergologo, pediatra? Il mal di testa potrebbe derivare da intolleranze alimentari, poca visibilità, problemi metabolici, del fatto che un bimbo sta troppo davanti alla tv, giochi elettronici ecc. ecc. Basta con tutta questa spazzatura di informazione. Prima fanno vedere il bambino che racconta il suo mal di testa e alla fine del servizio il bambino tutto allegro che va in giostra e una voce di sottofondo che dice:Nicolas oggi è libero. È chiaro l’intento pubblicitario e sleale. Perché non viene anche detto chiaramente quali sono i componenti di questi farmaci che vengono utilizzati?. Una lettrice lombarda Purtroppo, questa insinuazione subliminale dei messaggi pubblicitari è generalizzata, nonostante i continui richiami di facciata alla deontologia che li vieta. È bene comunque protestare sempre ed è meglio che lo facciano in molti. Naturalmente circostanziando gli avvenimenti. In barba al divieto si fuma dappertutto In Italia, per quanto concerne la trasgressione, siamo davvero imbattibili. Mi chiedo per quale strano motivo la legge Sirchia sulla proibizione del fumo nei locali pubblici- commerciali e nelle strutture sanitarie viene sistematicamente e spudoratamente violata. La severità di questa legge durò da Natale a Santo Stefano. Si è costretti quindi a respirare la nube tossica emanata dagli irriducibili della droga leggera. Anche chi non fuma diventa fumatore passivo e subisce danni proporzionali all’entità e alla causa dell’esposizione del fumo. I fumatori devono sapere che il fumo riduce la loro vita di almeno 10 anni e di ciò non si possono rallegrare. Sappiano inoltre che, ammalandosi, graveranno sulla spesa del servizio sanitario, già vistosamente deficitario. Qualche incallito fumatore potrà fare osservare che ognuno è padrone dei propri diritti. Ma questi devono essere esercitati nel rispetto scrupoloso delle leggi in materia e non devono mettere a repentaglio la salute di chi sta loro vicino. C’è bisogno, diversamente, di inasprire i controlli e punire con sanzioni i trasgressori. E solo lo Stato, laddove manca la coscienza del problema, può e deve farsene garante. Franco Petraglia – Cervinara (Av) A onor del vero, lentamente, ma con progressione continua, il fumo viene bandito abbastanza regolarmente dai luoghi pubblici. Naturalmente con le debite eccezioni, come ha dimostrato, anche di recente, l’inchiesta sugli ospedali seguita allo scandalo suscitato da l’Espresso. Visto che anche il fumo passivo può essere molto nocivo, non si deve perciò abbassare la guardia, ma esigere con determinazione il rispetto della legge. A proposito di cimiteri Vorrei sentire il vostro pensiero sulle nuove realtà dei cimiteri. Il comune di Milano, nel 2005, ha diffuso un opuscolo che spiega i diversi modi della sepoltura. Ci sono campi inumativi: colombari, ossari, tomba di famiglia e tomba monumentale. C’è lo spazio per gli ebrei, per gli islamici e quello per non cattolici e atei. Ora arriva la cremazione. A Mila- no, presso uno dei cimiteri cittadini, c’è il Giardino del Ricordo Dove vengono sparse le ceneri (si possono tenere anche a casa) in una cassettina. Dopo che la Chiesa diede parere favorevole, si sta sviluppando enormemente questa prassi. Mi domando dove finirà il culto dei morti. Dove finirà il culto dei primi martiri della Chiesa con le cui reliquie abbiamo convissuto fino adesso? Saremo tutti sparsi nei giardini cittadini? Cosa ne pensate?. Franco Leobono – Milano Penso che il culto dei morti, o comunque del buon ricordo che di loro vogliamo serbare, non dipenda dalla forma nella quale conserviamo le loro reliquie corporee. Ciò vale per i santi, come per le persone a noi care e per tutti gli uomini. I cristiani, storicamente, hanno preferito l’inumazione, che oggi, per motivi di spazio e anche di igiene, sta diventando sempre più problematica. Altre religioni hanno privilegiato forme diverse. La resurrezione dei corpi, che ci è stata promessa, prescinderà comunque da ciò, perché chi ha creato l’universo non troverà ostacolo nel ridare vita alla polvere nella quale tutti fatalmente saremo ritornati prima della resurrezione finale. L’urlo silenzioso dei non nati Che l’aborto sia un vero e proprio omicidio precoce è questione che non lascia più dubbi dal punto di vista scientifico.Mi è capitato di vedere il video-tape denominato The silent scream (L’urlo silenzioso), nel quale per la prima volta era stato ripreso e documentato dal vivo, grazie ad una speciale telecamera ad ultrasuoni, il comportamento di un feto di 12 settimane nel ventre materno durante un intervento abortista. Alla prima intrusione dei ferri chirurgici si vede il feto che si ritrae cercando rifugio nella parte opposta della placenta e muovendosi rapidamente nel liquido che lo circonda. Quando poi il ferro del chirurgo gli si avvicina e cerca di raggiungerlo, il piccolo esserino informe sembra quasi impazzire, si dimena e fugge in tutte le direzioni alla ricerca di un riparo. Alla fine, quando il ferro lo raggiunge, si scorge il feto spalancare quella che ancora non è una bocca e muoverla ripetutamente come se volesse lanciare delle grida strazianti. Straziante, allucinante, terribile è stato definito il documentario. In Italia, la tv lo ha messo in onda nella rubrica di Enzo Biagi. Ma la cosa ha fatto scarsa notizia ed è stata subito dimenticata, mentre l’aborto legalizzato (e pagato forzatamente dai contribuenti) prosegue tranquillamente per la sua strada, incurante delle centinaia di migliaia di urla silenziose che lo accompagnano. Giovanni Migliore – Siracusa È una testimonianza che si commenta da sé. Purtroppo, mentre si combatte giustamente per abolire nel mondo la pena di morte, si finge di non accorgersi di questi milioni di omicidi legalizzati. È un gravissimo segno di decadenza questo, ben più grave di qualsiasi altra minaccia per la sopravvivenza della nostra specie e che ha la sua radice nell’egoismo, al pari degli altri gravi problemi irrisolti, a partire da quelli ecologici. Ma i nostri governanti si comportano come se ciò non fosse. Città nuova, la nostra città – BARI Questa volta siamo andati a Bari, alla Fiera del Levante per visitare lo stand di Città nuova che, nei giorni 15-17 dicembre, è stato allestito nell’ambito del Meeting delle Associazioni di volontariato dal-l’Associazione Igino Giordani. Abbiamo visto subito un grande successo di pubblico: visitatori di tutte le età lo affollavano, dal sindaco ad intere scolaresche. Ce ne parla Angelo Torre, tra i promotori dell’iniziativa: Per festeggiare i 50 anni di Città nuovaabbiamo chiesto alle ambasciate dei Paesi nei quali viene edita la rivista le loro bandiere nazionali: insieme alle risposte che plaudivano all’iniziativa, sono arrivate diverse bandiere che hanno arricchito lo stand. E poi, partendo dalla frase di Igino Giordani La pace comincia da ciascuno di noi, per dare un segnale forte alla nostra città, abbiamo chiesto ai visitatori di sottoscrivere, se convinti, l’impegno morale di lasciare la loro impronta apponendo la propria firma sulla cartina stradale di Bari quali testimoni di pace. Quante persone hanno visto con meraviglia che nella propria via c’era già un nome e si sono sentiti incoraggiati a firmare. Con stupore crescente, abbiamo visto la città affollarsi di nomi che vogliono costruire la pace. In una parola: crediamo di aver testimoniato l’esistenza di un tessuto sociale che crede nel mondo unito e vive e si muove in tal senso. Grazie, Città nuova!. Indirizzare i vari contributi a: rete@cittanuova.it

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