La posta del direttore

SALUTE PUBBLICA O PRIVATA? “La domanda non ha senso in quanto di salute ce n’è una sola ed è il bene più importante di ogni entità vivente, eppure ci si accapiglia per sostenere l’una o l’altra forma, non accorgendosi che, comunque, per il cittadino, l’assistenza gratuita diminuisce paurosamente ogni giorno di più. “A parer mio la parola “privato” non è affatto magica, come ben hanno dimostrano i casi di abuso emersi un po’ dovunque, e tutt’altro che innovativa. Una quarantina di anni fa mi fu praticata la tonsillectomìa presso la clinica privata Salus di Milano ed a totale carico dell’allora Inam; già allora era consentito di potersi giovare di strutture private. “Dov’è la differenza se tante polemiche solcano l’etere? Non ho ben capito, ma pare che ora lo stato sottragga risorse alla sanità pubblica per dirottarle alla privata. Ma sarà vero? “A me sembra un non senso: mentre la struttura pubblica può chiudere in pareggio fra entrate ed uscite, quella privata deve, per forza di cose, aggiungerci il suo tornaconto, legittimo ed ovvio. Chi paga questo surplus?”. Corrado Raponi. Quale la soluzione migliore allora? Un equilibrato, ancorché difficile bilanciamento tra pubblico e privato, per evitare gli errori del passato, sia italiano, sia inglese, sia europeo in genere, di affidare questo compito soltanto allo stato o, come fece la Thatcher, di demolire completamente il servizio sanitario inglese, con il risultato che oggi gli inglesi devono andare all’estero per curarsi, quando la loro medicina ha costituito un bell’esempio per generazioni di medici in tutto il mondo. ALBANESI BUONI O CATTIVI? “La mia bambina sta preparando una ricerca scolastica sull’Albania, certa che in ogni popolo ci sia una ricchezza. Sento nell’opinione della gente tanti pregiudizi e pareri diversi.Visto che l’ideale dell’unità è arrivato fin laggiù, potreste dirmi qualcosa di questo popolo?”. Mary Mascellani – BG Come discendenti dagli illirici, gli albanesi si vantano di essere i più antichi abitatori della penisola balcanica, di cui hanno condiviso le vicende, opponendosi fieramente a tutte le invasioni, abbarbicati alle loro aspre montagne in riva all’Adriatico. Mal tollerando il dominio straniero, hanno conservato la loro lingua, forgiandosi un carattere indomito. Perciò furono eroi o briganti, a seconda dei punti di vista. Delle successive dominazioni, quella bizantina, quella veneziana e quella turca, hanno conservato le rispettive tradizioni religiose: quella cristiana ortodossa al sud, quella cattolica al nord e quella musulmana (prevalente) al centro e oggi preponderante nell’intero paese. Liberatisi dopo mezzo secolo dalla dittatura marxista che li aveva lasciati in condizioni di grande arretratezza e povertà, hanno guardato all’occidente e all’Italia come a un miraggio, approdando,con ogni mezzo, in gran numero sulle nostre coste. Temprati alla fatica, si sono adattati ad ogni genere di lavoro. Purtroppo, alcuni di loro si sono dedicati anche ad attività criminose, come lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzine, gettando un’ombra di sospetto su tutti gli albanesi. Cosa che assolutamente non meritano. L’Albania ha oggi un regime democratico e intrattiene ottimi rapporti con l’Italia. MEGLIO FIORELLO “Fra tanti programmi (televisivi) insipidi, piatti, volgari, talvolta vomitevoli, finalmente ce ne è stato proposto uno intelligente,misurato e gradevole. Mi riferisco a Stasera pago io, impeccabilmente condotto da Fiorello. “Sembrava che per aver audience necessitassero spettacoli frivoli, vuoti, colmi solo di apparenza ed esibizionismo. “Fiorello ha dimostrato che si può salvare, e financo incrementare, l’audience anche con spettacoli di spessore. “Benvenuto, Fiorello! Mi auguro che il tuo stile faccia scuola”. R. C. Effettivamente il programma di Fiorello ha avuto una audience molto alta anche, crediamo, per aver evitato le inutili volgarità che oggi appannano il piccolo schermo e a cui ha pagato il suo contributo lo stesso Pippo Baudo. Saggiamente, Fiorello ora pensa di “ripararsi” un po’ dalla tv. Certo, uno dei suoi meriti è pure il coraggio di avere raccontato le sue vicende personali (droga) con semplicità e chiarezza, e questo certo ha contribuito al successo di Stasera pago io. Le strutture private che erogano prestazioni cercano, come dice lei, il loro tornaconto, anche se nel caso di quelle religiose il bilancio deve in ogni modo chiudere in pareggio. In quelle pubbliche c’è il rischio degli sprechi e delle mazzette. L’ UOMO RAGNO CONTRO CITTÀ NUOVA “Ho letto con interesse il vostro servizio, intitolato “Il fascino degli antieroi”, sulla predilezione per i protagonisti dell’altruismo nel quotidiano. Significative le dichiarazioni dei giovani e le valutazioni dei due esperti intervistati. Mi sembra tuttavia che quanto sta accadendo negli Stati Uniti smentisca la sostanza dell’articolo. Intendo riferirmi al film che sta sbancando i botteghini negli Usa (meglio di Harry Potter), Spiderman, ovvero la storia del formidabile Uomo Ragno, capace, lui sì, di sconfiggere i nemici. Mi chiedo: il giornalista non si è fatto prendere un po’ troppo la mano da un argomento sicuramente caro alle attese di molti lettori di Città nuova ma che non trova riscontro nella realtà?”. Alberto Bicchi – Milano L’Uomo Ragno contro la nostra testata? Non sia mai. Soprattutto perché il film non fa altro che confermare la tendenza in atto tra i giovani italiani, documentata dai risultati dell’inchiesta, punto di partenza del servizio giornalistico. Dopo le autorevoli dichiarazioni su possibili nuovi attentati terroristici sul suolo statunitense, si capisce bene quanto gli americani desiderino la presenza di qualcuno capace di sconfiggere i nemici. Almeno sul grande schermo lo stanno trovando. Ma ciò che sta decretando il successo della pellicola sembra essere il fatto che l’Uomo Ragno non risponde ai canoni classici dell’ eroe. Non è Superman, né Batman. I suoi poteri derivano dal morso di un ragnetto radioattivo, ma resta un ragazzo qualunque, non vanta una montagna di muscoli, prende il raffreddore, è dileggiato dai compagni di scuola, non riesce a conquistare una vicina di casa. Non diversamente dai protagonisti nel quotidiano, quelli reali, dotati di altruismo e spirito di sacrificio, ma alle prese, come tutti, con i propri limiti e con le vicende della vita. RIFIUTI RIPESCATI “A proposito di scarico a mare dei rifiuti, ho letto su Città nuova che al primo posto, in negativo, troviamo le isole Pelagie con 38.412 chilogrammi di rifiuti ripescati; seguono le Eolie con 30.427 chilogrammi; le Egadi con 29.800 chilogrammi. Figuriamoci quanti saranno quelli non ripescati… E dire che si tratta di zone circoscritte e privilegiate, abitate da pescatori e visitate da un turismo d’élite. Come mai questo primato?”. Giovanni D’Amico. Possiamo azzardare una spiegazione: quella che da sempre qui si usasse scaricare i rifiuti a mare, quando essi erano quasi tutti biodegradabili. Ed esprimere un auspicio: quello che finalmente si provveda capillarmente alla loro raccolta differenziata. Personalmente non ho dubbi sulla attenzione a non inquinare da parte dei pescatori, preoccupati di tenere pulito il loro mare. Ne ho invece molti sui turisti che ritengo siano i primi responsabili dell’inquinamento. Quella ecologica è una cultura nuova che deve imporsi e che, a partire dalle Alpi, va facendosi strada. Ci auguriamo che arrivi al più presto anche alle isolette dell’estremo sud. Per non parlare delle città. ANCORA SULLE CREDENZE ESOTERICHE “Ho letto la risposta sull’ultimo numero di Città nuova dal titolo “Credenze esoteriche”. Non mi pronuncio su Sai Baba anche se potrei dire molte cose, soprattutto sul pensiero indiano che può spiegare certe sue (di Sai Baba) affermazioni. “Per quanto riguarda il Reiki, invece, posso dire questo. È vero che tantissimi master durante il corso di insegnamento raccontano cose tipiche della New Age che però non c’entrano assolutamente nulla col Reiki, lo fanno solo per impressionare, per atteggiarsi a maestri e per far soldi e per lo stesso scopo scrivono libri sul Reiki che sono un misto di tante cose rubacchiate su altri libri di altre discipline e spacciandole per Reiki. Il Reiki invece è una cosa tecnica quasi simile alla pranoterapia dove usando le mani o la mente (come la preghiera) si cerca di aiutare le persone a guarire dai loro squilibri fisici o psicofisici in quanto quasi tutti i disturbi fisici sono il riflesso di uno squilibrio psichico. Tino Noris – Gandino (Bg). Sono lieto di potere aggiungere queste informazioni a quanto detto nella precedente corrispondenza sul Reiki. La risposta, come precisato, era fondata su quanto riferito da un testo che ritengo serio e da pareri di esperti. Evidentemente non è facile distinguere, nel labirinto dei santoni guaritori, gli impostori dai pranoterapeuti che non hanno secondi fini. Resta quindi valido l’invito alla prudenza. CAMPO DI LAVORO La Comunità missionaria di Villaregia organizza dal 2 al 12 agosto, a Villaregia di Porto Viro (RO), un “Campo di lavoro missionario” per giovani dai 16 ai 30 anni. È un’esperienza di lavoro a favore dei fratelli poveri della missione. Regàlati 10 giorni di amicizia, gioia e incontro con Dio. Per informazioni e iscrizioni (entro il 25 luglio) telefona al numero 0426.325032 o clicca su www.cmv.it, dove trovi anche le date e le informazioni sui campi di lavoro in altre 5 comunità italiane. Padre Alessandro Zanta

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