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Italia > Società

La Pace in Campo a Fossoli tra memoria e impegno

di Marco Reguzzoni

- Fonte: Città Nuova

Il senso e i frutti di un percorso di formazione per giovani promosso dalla Fondazione Fossoli e dal comitato PacificAzioni di Carpi. Una settimana di lavoro nella bassa modenese per affrontare il tema Disarmiamo il presente. L’umanità tra algoritmi, dialogo e nonviolenza

Pace in campo Carpi Foto Marco Reguzzoni

In un periodo storico intriso di riarmo, conflitti armati e minacce internazionali, nel pieno di un caldissimo mese di luglio si è svolta a Carpi l’iniziativa “La Pace in Campo”, un campo residenziale di formazione per giovani sulla pace, organizzata dalla Fondazione Fossoli e dal comitato PacificAzioni di Carpi,

Cosa ha portato otto giovani dai 18 ai 22 anni provenienti da diverse regioni italiane a trascorre insieme sette giorni nella rovente bassa modenese invece che al mare o sui monti? Un forte desiderio di formazione su temi che oggi sembrano totalmente fuori moda: nonviolenza, disarmo, gestione dei conflitti e pace.

Il comitato PacificAzioni è nato nell’ottobre del 2023 a Carpi. Dopo 3 anni di iniziative di sensibilizzazione del territorio è maturata l’esigenza di affrontare seriamente l’aspetto formativo come strada per incidere veramente sulla cultura. Questa esigenza si è sposata bene con gli obiettivi della Fondazione Fossoli, istituzione che da ormai 30 anni mantiene viva la memoria sugli atroci avvenimenti accaduti durante la seconda guerra mondiale, in particolare nell’ex campo di concentramento di Fossoli, con lo scopo di evitare che in futuro si ripetano.

L’idea di un campo residenziale per giovani da tutta Italia ha subito convinto i promotori che hanno preparato un programma denso di contenuti, laboratori e visite.

La sfida principale è stata trovare dei giovani disposti, in tempo di vacanze o di esami, a mettersi in gioco. Otto giovani non è certo un gran numero ma è stata elevata la qualità delle relazioni costruite tra persone che non si conoscevano tra di loro prima del campo.

Lunedì 6 Luglio a Sant’Antonio in Mercadello in provincia di Modena, a soli 10 minuti dall’ex campo di concentramento di Fossoli, il percorso è stato inaugurato da Maria Chiara Rioli professoressa associata in Storia contemporanea dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Delegata per la Pace e l’Equità sociale e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Fossoli.

La lezione sul tema “Luoghi di Memoria, spazi per la Pace” ha introdotto in modo chiaro la relazione fra memoria e pace, sottolineando in particolare che fare memoria non significa automaticamente costruire la pace ma costituisce uno degli elementi fondamentali dei processi di riconciliazione e negoziazione. Durante questo primo intervento le ragazze e i ragazzi protagonisti del campo si sono presentati ufficialmente, il comitato PacificAzioni ha spiegato le motivazioni che hanno condotto all’organizzazione del campo, ed è stata presentata la Fondazione Fossoli dalla presidentessa Manuela Ghizzoni che ne ha delineato la storia e gli scopi.

La prima sera è trascorsa al cinema con la proiezione di “The Sea”, dedicato alla tremenda situazione dei palestinesi che vivono nei territori occupati e a seguire cineforum.

La giornata di Martedì 7 Luglio è stata dedicata alle visite dei luoghi della memoria: l’ex campo di concentramento di Fossoli, il Museo monumento al Deportato Politico e Razziale e le sinagoghe di Carpi, dove risiede ora la sede della Fondazione Fossoli.

La giornata è terminata con la partecipazione ad una conferenza/dibattito con Pat Patfoort, antropologa belga esperta di nonviolenza e di mediazione, che ha esposto in modo concreto ed esperienziale il suo metodo sviluppato a partire dallo studio dei conflitti sia interpersonali sia sociali ed internazionali.

Mercoledì si sono inaugurate le giornate degli esperti con la visita di Elena Bergonzini ed Elena Monicelli della Scuola di Pace Montesole, importante istituzione nata nel 2002 vicino a Marzabotto. L’intera giornata è stata dedicata ad attività laboratoriali, discussioni e dialoghi sullo “Stare nel Conflitto”, perché come spiegato all’inizio del loro intervento il termine “gestione del conflitto” è superato: il conflitto non si gestisce lo si vive.

Giovedì, Sandro Cacciamani e Alessandro Furlati dell’azienda Ex Machina, dopo un’introduzione dedicata all’intelligenza artificiale hanno esposto come poter valorizzare questo fondamentale strumento per attività di pace. Il Laboratorio pomeridiano è stato dedicato alla creazione, da parte dei giovani, di agenti di intelligenza artificiale realizzati per obiettivi di pace.

Venerdì, due giovani collaboratori di Iriad, Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo di Roma, Giorgia Pelosi e Alessandro Ricci Venerdì hanno presentato il tema del disarmo. La mattina hanno esposto ai giovani molti dati poco conosciuti sul tema del commercio di armi mondiale e sulle Industrie belliche. Nel Laboratorio pomeridiano i giovani, suddivisi in due gruppi, hanno creato un contenuto social dedicato ad un tema presentato al mattino, che poi è stato pubblicato in rete.

La giornata di sabato è stata dedicata al tema della nonviolenza, trattato da Pasquale Pugliese, filosofo e formatore, componente del Coordinamento nazionale del Movimento nonviolento. Al mattino si sono approfonditi i temi della violenza, che si stratifica in più livelli, di come la guerra si è radicata nella nostra cultura e della potenza della nonviolenza. Al pomeriggio è stato proiettato un video sulla resistenza nonviolenta del popolo danese durante la seconda guerra mondiale contro i nazisti che ha portato a risultati eccezionali: in Danimarca è sopravvissuto il 98% degli ebrei grazie alla popolazione e alla sua rivolta senza armi.

Il Laboratorio è stato dedicato alla campagna “Un’altra Difesa è possibile” che ha l’obiettivo di raccogliere le firme per portare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per istituire un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, un Istituto di Ricerca sulla Pace e costituire i Corpi Civili di Pace. I giovani hanno creato un contenuto destinato ai social per promuovere la campagna.

La domenica mattina è stata dedicata alla cerimonia commemorativa in occasione dell’82° anniversario della Strage del 12 Luglio 1944 del Poligono di Tiro di Cibeno, quartiere di Carpi, in cui furono assassinati 67 internati politici del Campo di Fossoli. È stato un momento molto intenso, vissuto come ogni anno con i parenti delle vittime, durante il quale sono intervenuti il sindaco di Carpi, la presidente della Fondazione Fossoli e altre cariche istituzionali.

Il campo si è concluso il pomeriggio di domenica 12 luglio con un incontro tra i giovani del campo e delle ragazze e dei ragazzi ucraini che proprio quella settimana trascorrevano una breve vacanza organizzata dal Comune di Carpi per alleviare almeno per qualche giorno la loro vita che da quasi 5 anni è stravolta dalla guerra. Anche se con difficoltà, non solo linguistica, è stata un’occasione unica per ascoltare qualche esperienza e comprendere meglio lo strazio della guerra vissuto da chi è pienamente coinvolto.

Oltre ad un’esperienza formativa, il campo ha permesso di vivere in comunità creando relazioni ed amicizie che hanno certamente contribuito a crescere la capacità di condivisione e dialogo.

Siamo già pronti per la seconda edizione!

Riproduzione riservata ©

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