La Chiesa fa sul serio

 Aperto a Roma un simposio internazionale sull’abuso sessuale che sta vedendo la partecipazione di vescovi e superiori religiosi di tutto il mondo. Il titolo: “Verso la guarigione e il rinnovamento”
Vaticano
La Chiesa fa sul serio: la linea da ora in poi è quella di dare massima priorità alla vittime e trovare tutti gli strumenti e le modalità possibili perché simili scandali non accadano più in futuro. Vescovi delegati di 110 Conferenze Episcopali di tutto il mondo e superiori di 30 Ordini Religiosi  si sono dati appuntamento in questi giorni a Roma per dare una risposta “globale”, concordata e incisiva al dramma degli abusi sessuali nella Chiesa. “Verso la guarigione e il rinnovamento” è il titolo del simposio internazionale che si è aperto ieri all’Università Gregoriana di Roma con la lettura di un messaggio da parte di papa Benedetto XVI: «La guarigione delle vittime – ha detto – deve essere la preoccupazione prioritaria», e deve «andare di pari passo ad un profondo rinnovamento della Chiesa ad ogni livello».

 

I dati ufficiali forniti direttamente dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (il dicastero vaticano che ha il difficile compito di gestire la questione) parlano di un “un drammatico aumento” del numero di casi di reato di abusi sessuali su minori da parte di chierici. E questo aumento delle segnalazioni è anche dovuto alla copertura mediatica che questi scandali hanno avuto in tutto il mondo. Irlanda, Belgio, Inghilterra, Germania, Olanda, Stati Uniti: sono solo alcuni dei Paesi in cui lo scandalo pedofilia nella Chiesa ha assunto proporzioni e ricadute sull’opinione pubblica  gigantesche. Nel corso dell’ultimo decennio sono arrivati all’attenzione della Congregazione vaticana oltre 4.000 casi di abusi sessuali su minori e questi casi – ha detto il prefetto William Levada – «hanno rivelato, da un lato, l’inadeguatezza di una risposta esclusivamente canonica (o diritto canonico) a questa tragedia e, dall’altra, la necessità di una risposta più complessa». Dunque, indietro non si torna e la risposta a questa piaga all’interno della Chiesa deve essere decisiva.

 

I lavori del simposio si svolgono ovviamente a porte chiuse, ma la sala stampa della Gregoriana ha ricevuto richieste di accredito da giornalisti di tutto il mondo. Consapevole dunque di essere ascoltato dai rappresentanti dei media, il prefetto Levada ha voluto pronunciare anche parole molto forti in difesa del papa.  L’allora card. Ratzinger si impegnò su questo fronte, già a partire dallo scandalo degli abusi sessuali scoppiato negli Usa negli anni 2001 e 2002. E fu determinante nell’implementare «nuove norme per il bene della Chiesa». Nonostante questo, «il Papa – ha proseguito il prefetto – ha dovuto subire attacchi da parte dei media in questi ultimi anni in varie parti del mondo, quando invece avrebbe dovuto ricevere la gratitudine di tutti noi, nella Chiesa e fuori».

 

Chiarito questo punto, il cardinale ha poi articolato il suo intervento affrontando varie tematiche: ha parlato del bisogno delle vittime di essere ascoltate e dell’obbligo per la Chiesa di ascoltare. Ha affrontato la questione della «protezione dei minori» nei vari ambiti della Chiesa nonché il delicato aspetto della formazione dei candidati al sacerdozio ribadendo quanto sia importante sottoporli ad «un maggiore scrutinio». Grande attenzione è poi data alla cooperazione della Chiesa con le autorità civili.

 

Il simposio si concluderà con il lancio di un’iniziativa concreta che affiancherà l’impegno dei vescovi su questo fronte: si tratta di un centro pluri-istituzionale di apprendimento a distanza per la protezione dei bambini. Diretto da Hubert Liebhardt, il centro promuoverà la diffusione di “buone pratiche” per la creazione di strutture locali, il cui compito sarà quello di introdurre solide procedure che permettano di intervenire con rapidità ed efficacia nei confronti di tutte le accuse di abuso.

 

 

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