La Cechia alla presidenza Ue

Il Consiglio dell’Unione europea ha una nuova presidenza nel secondo semestre del 2022: la Repubblica ceca.
Il presidente francese Emmanuel Macron, al centro, il primo ministro della Repubblica Ceca Petr Fiala, a sinistra, e il primo ministro svedese Magdalena Andersson durante la cerimonia di consegna della presidenza dell'Ue, giovedì 30 giugno 2022 a Madrid. (AP Photo/Christophe Ena)

Dal 1° luglio la Cechia assume la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea (Ue), assumendo il ruolo che è stato attribuito alla Francia nei primi sei mesi del 22 e precedendo la Presidenza svedese cha avrà inizio il 1° gennaio del 2023. I tre Stati membri dell’Ue insieme formano l’attuale trio di presidenze: assieme stabiliscono obiettivi a lungo termine e un programma comune per un periodo di 18 mesi, sebbene ogni Paese porti avanti al tempo stesso anche le proprie priorità.

Durante il semestre di presidenza, la Cechia intende concentrarsi su cinque aree strettamente collegate, evidentemente definite in base all’attuale scenario geopolitico globale: gestione della crisi dei rifugiati e della ripresa dell’Ucraina nel dopoguerra, sicurezza energetica, rafforzamento delle capacità di difesa e di sicurezza del ciberspazio dell’Europa, aumento della resilienza strategica dell’economia europea. Il motto della Presidenza ceca è alquanto indicativo: “L’Europa come compito: ripensare, ricostruire, ripotenziare”.

L’obiettivo generale della Presidenza ceca è contribuire il più possibile a creare le condizioni per la sicurezza e la prosperità dell’Ue nel contesto dei valori europei di libertà, giustizia sociale, democrazia, stato di diritto e responsabilità ambientale. Inoltre, l’Ue dovrebbe concentrarsi sulla garanzia della sicurezza insieme alla NATO e sull’affermazione della resilienza strategica e della competitività dell’economia europea. L’Ue, insieme agli Stati Uniti e ad altri Stati democratici al di fuori dell’Ue, dovrebbe diventare la pietra miliare per una comunità strategica che difende i valori fondamentali, i diritti umani, uno stile di vita libero e la democrazia liberale.

Inoltre, la Presidenza ceca deve condurre la discussione di uno dei più grandi dossier del pacchetto di legislazione sul clima dell’Ue, il cosiddetto “Fit for 55” (Pronti per il 55), che mira a ridurre le emissioni dell’Ue del 55% entro il 2030. Inoltre, nel piano REPowerEU, che include una transizione più rapida verso fonti di energia a basse emissioni di carbonio e rinnovabili, risparmi energetici o fonti più resilienti e diversificate, la Commissione europea invita il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri a favorire ulteriori risparmi e guadagni di efficienza energetica negli edifici attraverso la direttiva sul rendimento energetico degli edifici; infatti proprio il patrimonio edilizio è responsabile di circa il 40% del consumo energetico dell’Ue e del 36% delle sue emissioni di gas serra. Seppure la competenza sul patrimonio edilizio sia in capo agli Stati membri, la Presidenza ceca stava considerando anche di affrontare questo importante tema.

Il 16 giugno il Primo Ministro ceco, Petr Fiala, ha discusso del programma di Presidenza ceca con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e con i leader dei gruppi politici. Secondo Fiala, «l’Europa non è solo un nome per il continente in cui viviamo, è prima di tutto un insieme di principi e valori che sosteniamo e apprezziamo insieme». Nello specifico, «quelle fondamentali sono la libertà e la responsabilità, libertà degli individui, ma anche delle nazioni; responsabilità per se stessi, per le nostre famiglie, per gli altri cittadini, ma anche per l’ambiente che ci circonda».

Per quanto riguarda l’invasione russa dell’Ucraina, questa crisi «ci ha mostrato che la nostra libertà e sicurezza sono minacciate oggi come lo erano in passato. La lotta per la libertà non finisce mai. Il compito dell’Unione europea e della Presidenza ceca del Consiglio dell’Ue è assistere gli ucraini che attualmente lottano per la loro patria e per la libertà di scegliere il loro futuro. L’invasione russa ha innescato il più grande movimento di popolazione in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Inoltre, supera di gran lunga l’ondata migratoria del 2014-2015. La presidenza ceca si sta concentrando su un’efficace cooperazione e solidarietà europea per ottenere un’integrazione di successo a lungo termine dei rifugiati nelle società degli Stati membri dell’Ue».

Il presidente francese Emmanuel Macron, al centro, il primo ministro della Repubblica Ceca Petr Fiala, secondo a sinistra, e il primo ministro svedese Magdalena Andersson, secondo a destra, guardano il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna, a sinistra, durante la consegna al ministro degli Esteri ceco Jan Lipavsky del documento per la presidenza dell’Ue, giovedì 30 giugno 2022 a Madrid. (AP Photo/Christophe Ena)

Proprio la crisi geopolitica ha mostrato che «la necessità di una trasformazione accelerata del settore energetico europeo è ancora più urgente oggi. La sua decarbonizzazione non riguarda più solo la protezione del clima. Ora è soprattutto una condizione per la nostra indipendenza e sicurezza energetica». Ovviamente, «questa trasformazione deve essere attuata in modo economicamente e socialmente sensibile, per non compromettere il tenore di vita dei nostri cittadini e la competitività della nostra industria».

Infine, «la Presidenza ceca cercherà inoltre di rafforzare le capacità di difesa europee, in particolare in cooperazione con la NATO, dove la priorità è sostenere l’attuazione di temi chiave nell’ambito della bussola strategica», riconoscendo che «lo sviluppo della cooperazione a lungo termine nei sistemi militari strategici è essenziale». Inoltre, la Presidenza ceca cercherà «un sostegno di bilancio per il rinnovo degli armamenti degli eserciti europei».

Interessanti anche le opinioni degli eurodeputati cechi sulle loro aspettative circa la Presidenza ceca. Per Luděk Niedermayer (Partito Popolare Europeo), la sfida più grande in termini legislativi è quella di completare almeno una parte del pacchetto “Pronti per il 55” e del pacchetto sul riciclaggio di denaro. Affrontare la questione delle conseguenze della guerra in Ucraina sarà un altro argomento importante. «Possiamo beneficiare della buona reputazione e del credito che i Paesi della nostra regione hanno guadagnato per la loro risposta chiara e rapida».

Prendendo atto delle sfide che l’Ue deve affrontare, fra le quali la guerra in Ucraina e la necessità di una ripresa socioeconomica dopo la pandemia, Radka Maxová (Socialisti & Democratici) dichiara: «Vorrei che la Presidenza ceca si concentrasse sul rafforzamento della resilienza dell’Ue garantendo che la transizione digitale e quella ecologica avvengano in modo socialmente giusto», auspicando di vedere anche «la Presidenza alle prese con un’azione decisa nell’area della salute mentale».

Dita Charanzová (Renew Europe) pensa che l’obiettivo principale sarà la guerra e le sue conseguenze, laddove «è fondamentale avere una risposta forte e unita dell’Ue alla Russia, ma anche continuare ad aiutare l’Ucraina, sia finanziariamente che politicamente». Inoltre, «le sfide principali saranno garantire l’indipendenza energetica e combattere l’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari».

Per Veronika Vrecionová (Conservatori e riformisti europei) «l’Unione europea sta affrontando una delle prove più difficili dalla sua creazione». Ecco che «il compito della Presidenza ceca sarà quello di aiutare a superare con successo questa crisi», aggiungendo che il motto della Presidenza ceca cattura questo obiettivo in modo molto accurato.

Marcel Kolaja (Verdi), riconosce che saranno sei mesi difficili e che «è molto probabile che i Paesi europei dovranno mostrare unità e solidarietà in un modo che non hanno mai fatto prima». Ecco che «la Cechia deve agire come un partner affidabile che costruisce ponti e che è sempre alla ricerca di compromessi».

Kateřina Konečná (La sinistra) spera che, nonostante la guerra in Ucraina, la Presidenza ceca trovi il tempo per lavorare su altre sfide, come il piano d’azione dell’Ue sulle malattie rare e la direttiva sugli accordi di credito al consumo, affermando che «il deterioramento della situazione economica degli europei a causa della guerra e della crisi energetica lo richiede».

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