Il primo anno di papa Francesco

Dal giorno della nomina, attraverso testi e discorsi, Bergoglio ha presentato un vero e proprio programma del suo pontificato. Il papa vuole arrivare a tutti, con un linguaggio semplice. La sua proposta è non giudicare, ma servire. E la Chiesa deve lavorare per la pace nel mondo. Dal sito di Nuova Umanità
Raduno Harley Davidson a san Pietro per papa Francesco

Ad un anno dalla nomina di papa Francesco come vescovo di Roma, alcuni suoi testi e discorsi si presentano come un vero e proprio programma del pontificato: il messaggio per la Giornata della pace, la conversazione con i Superiori religiosi e, in particolare, la sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium. L’impronta di papa Francesco è fortemente pastorale, eppure sorretta da una cultura solida e provata; il suo fine è di arrivare a tutti, in particolare alle periferie esistenziali; il suo linguaggio semplice, il suo guardare in faccia le persone, il suo accarezzare bambini e malati sono sostanziali; la sua proposta è non giudicare ma servire. Per Francesco è responsabilità della Chiesa lavorare per la pace nel mondo.

Di pari passo con le sue sempre brevi e affettuose omelie lavora senza sosta alla riforma della Curia e per la trasparenza economica della banca vaticana. Preferisce una Chiesa ferita, perché è uscita con audacia, ad una Chiesa chiusa e sulla difensiva, per la paura di sbagliare. Per leggere l'approfondimento di Nuova Umanità clicca qui.

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