I partigiani di Dio

La vita dei cattolici nei Paesi a regime comunista è diventata una guerriglia spirituale. Padre Werenfried van Straaten (al centro nella foto) ha vissuto per alcuni giorni la loro vita. Riportiamo brani del racconto che egli ci ha fatto di un suo incontro con un vescovo cattolico in uno Stato d’Oltrecortina.
Padre Werenfried van Straaten
Sembrava un contadino che avesse indossato l’abito matrimoniale del proprio nonno: i pantaloni erano rattoppati. Il mio accompagnatore mi disse che era il vescovo, ma non portava né anello né croce. La sua diocesi conta numerosi villaggi dalle case bruciate e dalle chiese semidistrutte. La popolazione è stata massacrata dai comunisti e parte di essa è fuggita verso le grandi città. Le parrocchie ancora abitate sono assistite da preti viaggianti. Il vescovo mi invitò a fare un giro sulla sua motocicletta per visitare alcune chiese in costruzione.

 

Nella prima chiesa: quattro mura senza un tetto. Davanti al SS. Sacramento erano raccolte alcune donne in preghiera. Qui la domenica viene celebrata la Messa: fra quattro muri, sotto il cielo. Una legge vieta di demolire le chiese finché esse sono frequentate. Perciò un prete viene qui, tutte le domeniche, per dire la sua terza Messa. Per salvaguardare questa rovina da tre anni chiede inutilmente il permesso per far ricostruire il tetto.

Il vescovo mi accompagna in un altro villaggio dove si sta costruendo. Con una punta di fierezza mi mostra i sacchi di cemento, i vecchi mattoni, il legname e i tubi metallici rugginosi, accumulati per la ricostruzione della chiesa. Il vescovo vive allo stesso tempo nel presente e nel futuro; chiama i suoi giovani preti per nome. Essi vivono in miseria. Il vescovo discute con i sacerdoti problemi tecnici e spirituali: difficoltà inerenti al loro compito di costruttori di chiese e di pastori di anime.

 

Per ottenere una licenza per la costruzione di una chiesa occorrono anni e quando il permesso è stato concesso manca il materiale per iniziare i lavori. Quando c’è il materiale, comincia la lotta contro il fisco che minaccia di confiscare tutto sotto il pretesto di debiti verso lo Stato. Allora si comincia a lavorare febbrilmente, talvolta anche la notte, e tutti aiutano a costruire.

A lume di candela visitammo ancora una chiesa; l’edificio era quasi pronto e ci inchinammo davanti all’umile tabernacolo dove Gesù era nuovamente presente tra i suoi fratelli perseguitati. Il giovane parroco raccontò che i comunisti erano talmente furiosi per il restauro della sua chiesa che avevano perfino confiscato il suo letto e le sue sedie con il pretesto di debiti verso il fisco. Ridendo, ci mostrò il pagliericcio sul quale dormiva.

a cura di Guglielmo Boselli

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