God’s not dead

Una matricola testimonia con coraggio la sua fede davanti alla classe e a un professore ateo. Ispirato a fatti realmente accaduti
God's not dead

Negli Stati Uniti a numerosi studenti universitari è capitato di subire serie ingiustizie da parte di professori atei a motivo della loro fede. Rice Broocks ha pensato di scrivere un romanzo che raccontasse la storia di uno come loro. E da questo è stato tratto il film, diretto da Harold Cronk. L'ambiente presentato è quello giovanile universitario e subito siamo introdotti in un'aula in cui un professore di filosofia intima ai presenti di firmare un foglio che dichiari il loro ateismo, metodo da lui considerato pratico e rapido per superare in un colpo solo la superstizione oscurantista dei secoli precedenti. Ma, uno si oppone e accetta di poter dimostrare che “Dio non è morto” nel corso delle successive tre lezioni ed essere poi giudicato dai compagni. Sente, così, di rischiare il suo percorso universitario per testimoniare Gesù davanti agli uomini.

Sin dall'inizio siamo presi nella tensione del confronto intellettuale di due mentalità contrapposte sui temi relativi alle prove sull'esistenza di Dio. Gli argomenti scientifici sono aggiornati secondo le dichiarazioni dei più famosi scienziati attuali. E il confronto viene vinto dal giovane.

Sono illustrate anche le vicende che succedono contemporaneamente ad altri studenti e al professore stesso, in una visione corale che li mostra percorrere un cammino spirituale, in qualche modo collegati tra loro. Vi è anche una giovane musulmana, convertita al cristianesimo, il cui padre per l'amore che ha per lei, non arriva ad atti estremi nei suoi confronti. E uno studente cinese, che è molto colpito dall'esempio del protagonista ed è attirato a seguirlo. E due sacerdoti simpatici, che lo consigliano, uno dei quali è missionario ed ha una fede entusiasta e concreta.

La storia si svolge come un dramma a tinte forti e mostra un crescendo verso un finale gioioso a suo modo, anche se non facile. La sceneggiatura è vivace e non manca a volte un leggero umorismo. I personaggi sono quelli tipici della vita di tutti i giorni, tratteggiati a tutto tondo senza sfumature e i loro dialoghi sono sempre ad alto livello e a volte sembrano ispirati. Il film è godibile da chi si lasci coinvolgere dall'argomento tutto spirituale e accetti un linguaggio cinematografico tipicamente americano.

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