Nelle elezioni di domenica 20 settembre 2026 in due Länder tedeschi, i due partiti della coalizione di governo a Berlino, Cdu e Spd, hanno subito una notevole perdita di consensi, mentre il partito di estrema destra AfD ha guadagnato terreno. Si è così confermata la tendenza che già nelle elezioni in Sassonia-Anhalt, tenutesi due settimane prima, aveva provocato un vero e proprio shock. I risultati nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella capitale federale Berlino presentano tuttavia notevoli differenze.
In ogni caso, questi risultati sono particolarmente dolorosi per i cristiano-democratici di Friedrich Merz e dimostrano ancora una volta quanto il Cancelliere federale sia ormai impopolare tra la popolazione. Con solo il 4,9%, la sua Cdu non è più rappresentata nel Landtag del Meclemburgo-Pomerania Anteriore: per il partito si tratta del peggior risultato elettorale nella storia della Repubblica Federale dal 1946! Per la prima volta la Cdu non ha superato la soglia di sbarramento del 5%.
L’AfD, partito populista di destra, nazionalista e critico nei confronti dell’UE, ha ottenuto il maggior numero di voti nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore con il 38,2%. Nelle ultime elezioni del 2021 aveva totalizzato solo il 16,7%. Il partito socialdemocratico Spd, guidato dalla finora ministra presidente Manuela Schwesig, si è classificato al secondo posto con il 35,5%.
Nel Landtag sono inoltre rappresentati il partito di sinistra e socialdemocratico «Die Linke», con il 6,5%, e il partito «Bündnis90/Die Grünen», che si batte per la sostenibilità, la tutela dell’ambiente e del clima e una società aperta, con il 5,7%. Sebbene l’AfD abbia ottenuto il maggior numero di voti, sarà difficile per il partito formare un governo, poiché gli altri partiti eletti nel Landtag escludono di collaborare con esso. Un possibile futuro governo potrebbe essere composto da Spd, «Die Linke/la sinistra» e «Die Grünen/i verdi».
Nelle elezioni per il Parlamento regionale di Berlino, l’AfD è riuscita sì a raddoppiare i propri consensi (dal 7,2% del 2023 al 16,3%), ma anche “Die Linke” ha registrato un forte aumento (dal 13,4% al 25,7%), diventando così, a sorpresa, la forza politica più forte nella capitale federale.
La Cdu è scesa dal 28,2 al 18,8%, «Bündnis 90/Die Grünen» dal 18,4 al 14,3% e la Spd dal 18,4 al 12,1%. Come nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, sarebbe possibile la formazione di una coalizione a tre tra Cdu, Verdi e Spd, oppure tra “Die Linke/la sinistra”, Verdi e Spd. In effetti, i partiti di quest’ultima combinazione intendono avviare già questa settimana i colloqui esplorativi. Tuttavia, i negoziati con l’Spd potrebbero rivelarsi difficili: mentre «Die Linke/la sinistra», per rendere nuovamente accessibili gli affitti, punta all’espropriazione delle grandi società immobiliari e intende così dare seguito a un referendum popolare, l’Spd si oppone categoricamente a tale misura.
I risultati deludenti ottenuti dalla Cdu nelle tre elezioni regionali tenutesi questo settembre mettono sotto pressione soprattutto il cancelliere federale Merz. All’interno del suo stesso partito, le critiche nei suoi confronti si fanno sempre più accese. Tuttavia, nonostante i disastrosi risultati elettorali, la direzione del partito gli ha espresso il proprio pieno sostegno. Uno dei motivi potrebbe essere anche il fatto che all’interno della Cdu non vi sia praticamente alcuna figura in grado di succedergli come cancelliere e che goda del sostegno dell’intero partito. D’altra parte, resta da vedere se il partner di coalizione, l’Spd, continuerà a sostenere la sua linea politica. Per il momento, Merz non intende dimettersi, ma ribadisce continuamente la sua volontà di portare avanti il percorso di riforme iniziato che una parte consistente della popolazione tedesca rifiuta.
