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Mondo > Crisi economica

Germania: la protesta dei tedeschi contro la riforma

di Clemens Behr

Lavoratori e studenti tedeschi in piazza contro i tagli dovuti alle riforme volute dal governo Merz e contro la leva obbligatoria.

“Sciopero scolastico contro la leva obbligatoria” davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, in Germania, l’8 maggio 2026. Ansa, EPA/HANNIBAL HANSCHKE

Molti tedeschi sono profondamente preoccupati per l’andamento economico e sociale del loro Paese. L’industria automobilistica, uno dei pilastri dell’economia tedesca, è in crisi. Per molto tempo si è risparmiato sulle infrastrutture pubbliche – ferrovie, strade, ponti, scuole, perché i lavori di ammodernamento e ristrutturazione richiedono tempo e costano molto. Le generazioni del baby boom dei primi anni ’60 stanno per andare in pensione. Ciò comporta una carenza di manodopera, ma anche un aumento dell’onere a carico dei fondi pensionistici.

Le riforme del Governo

L’evoluzione demografica – basso tasso di natalità, invecchiamento della società – fa sì che nei prossimi anni i costi sanitari e assistenziali aumentino sempre di più e non siano più finanziabili come in passato. Il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz sta cercando di migliorare la situazione con una serie di riforme. Queste misure, tuttavia, incontrano una forte opposizione. Alla fine di settembre, la Confederazione sindacale tedesca aveva indetto manifestazioni contro i tagli alle prestazioni sociali: secondo i dati forniti dagli organizzatori, in 15 grandi città sono scesi in piazza complessivamente 175.000 lavoratori per protestare contro la riforma dell’orario di lavoro prevista dal Governo e contro i tagli alle pensioni e alla previdenza sociale.

In contemporanea con i lavoratori, in un centinaio di città hanno manifestato anche 45.000 studenti, ma per un motivo ben diverso: si oppongono a un graduale ritorno al servizio militare obbligatorio.

IL cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ansa, EPA/CLEMENS BILAN

La leva obbligatoria

Il servizio militare obbligatorio è sancito dalla Costituzione, ma era stato sospeso nel 2011 poiché, dalla fine del Patto di Varsavia, la Germania non si sentiva quasi più minacciata sul piano militare. Da allora, il numero dei soldati era stato ridotto da circa 490.000 a meno di 200.000 e l’equipaggiamento militare era stato trascurato. Con l’inizio della guerra in Ucraina e il moltiplicarsi degli atti di sabotaggio sul suolo tedesco, attribuiti ad attori russi, è tuttavia cresciuto notevolmente il timore che la Germania possa tornare ad essere bersaglio di attacchi, senza però essere in grado di difendersi adeguatamente. Per questo motivo il governo – composto da cristianodemocratici e socialdemocratici – sta cercando di reintrodurre il servizio militare obbligatorio e sostiene l’Ucraina con forniture di armamenti, affinché possa difendersi dagli attacchi provenienti dalla Russia.

La pensano diversamente gli esponenti del partito AfD (Alternativa per la Germania), considerato di estrema destra ma che ciononostante negli ultimi anni sta riscuotendo un forte consenso, e del BSW, di orientamento conservatore di sinistra (“Alleanza Sahra Wagenknecht”, da settembre “Alleanza per la giustizia sociale e la ragionevolezza economica”): entrambi chiedono di interrompere le forniture di armi all’Ucraina e le sanzioni contro la Russia. Sulla questione della reintroduzione del servizio militare obbligatorio, tuttavia, i due partiti hanno posizioni nettamente divergenti: mentre il BSW è fermamente contrario, l’AfD lo chiede già da anni – sebbene le sue sezioni regionali della Germania orientale non condividano questa posizione.

“Sciopero scolastico contro la leva obbligatoria” davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, in Germania, l’8 maggio 2026. Ansa, EPA/HANNIBAL HANSCHKE

I tagli al Welfare e alla sanità

Ciò che accomuna le proteste è il desiderio di sicurezza e la preoccupazione per la equità sociale: se sono necessarie delle riforme, su chi ricadrà un onere eccessivo? Le spese per gli armamenti e la difesa sono eccessive? Giustificano i tagli nel settore sociale e sanitario? Gli studenti hanno l’impressione di non essere sufficientemente consultati e di vedersi imporre dalle generazioni più anziane un carico sproporzionato: oltre alla difesa, ad esempio, anche le incertezze sul mercato del lavoro, nel settore sanitario, sulle future pensioni, le conseguenze del cambiamento climatico e della crisi del coronavirus, di cui hanno sofferto in modo particolare.

A quanto pare, anche il cancelliere federale Merz ha compreso che una grande parte della popolazione è preoccupata per l’equità sociale: nella sua dichiarazione di governo del 14 ottobre ha parlato spesso di «programma di equità» anziché di riforme. Al Bundestag ha messo in guardia dal mettere in contrapposizione i temi dell’equità e della sicurezza. Né il pilastro dell’equità né quello della sicurezza saranno pienamente sostenibili in Germania nei prossimi anni e decenni, ha affermato. E ha così cercato di giustificare le riforme auspicate dal governo nei settori delle pensioni, dell’assistenza, del mercato del lavoro, della fiscalità e della modernizzazione dello Stato.

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