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Fridays for Future, ridateci i nostri sogni

In una piazza del Popolo piena per più di metà, circa 25 mila persone, il 19 aprile ha avuto luogo a Roma la seconda grande manifestazione di Fridays for Future, ed era presente anche Greta Thunberg. Io, che ho 18 anni e come i coetanei sono cresciuto sentendo parlare di effetto serra e innalzamento del livello del mare, sono sceso in piazza

Arrivati a piazza del Popolo, si comincia a guardarsi intorno. La piazza è gremita di cartelli con vari slogan, tanto ironici e pungenti quanto quelli che hanno fatto il giro dei social il 15 marzo, ma oltre a questi, anche striscioni più seri che invocano un cambiamento radicale del sistema economico, individuando nel capitalismo ora vigente la principale causa dell’inquinamento. Si capiva come questo è un movimento che ha al suo interno tanta gente con esperienze, priorità e probabilmente anche visioni diverse di una possibile soluzione alla crisi ambientale, pur partendo dalla base comune di riconoscere il problema e di voler fare in modo che diventi una priorità nell’elenco dei problemi da risolvere per i nostri governi.

Bisogna vedere se queste differenze riusciranno a trovare una convergenza, e questo sarà possibile solo se avverrà un dibattito serio tra gli attivisti, quindi noi giovani, ma i presupposti mi sembrano buoni.

Ovviamente c’erano tantissimi teenager, ma anche qualche adulto che si è voluto unire alla protesta. Dal palco si sono susseguiti musica e interventi di giovani da tutta Italia, ognuno dei quali raccontava di esperienze e realtà territoriali del nostro Paese in cui il tema dell’ecologia si sente nella vita di tutti i giorni, come quella di un ragazzo di Terni, città in cui le acciaierie provocano inquinamento.

Climate demonstration in Rome

Intorno alle 13:00, è arrivata anche Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha ispirato il movimento. Nel suo discorso, ha evidenziato con forza che noi giovani non dobbiamo accontentarci di scendere in piazza a protestare, ma che dobbiamo voler vedere messe in pratica le nostre richieste. Ha pronunciato una frase che è diventata il titolo di molti degli articoli delle grandi testate giornalistiche: “Lotteremo per anni”. Ascoltando l’intervento nella sua totalità (ha parlato solo 6 minuti, vale la pena rivederlo qui), si capisce che quello che intendeva dire non è che prima di decenni non si vedrà sicuramente un cambiamento, ma che noi ragazzi dovremo tenere la guardia alzata finché questo non si verificherà, e che forse potrebbe richiedere tempo.

Per me la cosa più bella di questa giornata è stato il non andarmene appagato, e credo che questo sia stato un sentimento condiviso dalla maggior parte dei presenti. Mi spiego: è stato chiaro per tutti che la giornata di oggi era un punto di partenza, e che il nostro impegno deve continuare fino al raggiungimento dei risultati, ma in qualche modo questo dà un senso all’essere stato in piazza, perché così non si è trattato di una partecipazione occasionale a un evento singolo, ma l’unirsi a un movimento che mira a non esaurirsi e a centrare i sui obiettivi.

«Non siamo scesi in piazza per far sì che gli adulti venissero a farsi selfie con noi, a dirci che ammirano tanto quello che facciamo. Noi bambini lo stiamo facendo per farli svegliare, perché vogliamo che agiscano, perché vogliamo indietro le nostre speranze e i nostri sogni». Greta Thunberg, Roma, 19.04.2019

L’autore dell’articolo fa parte della redazione della rivista Teens

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