Freud o l’interpretazione dei sogni

Fabrizio Gifuni impersona Freud nello spettacolo di Stefano Massini a Milano; Daniel Pennac, a Pontedera, racconta una storia d’amore; Amedeo Fago in un percorso sulla storia d’Italia, a Roma. Nella settimana c’è la danza virtuosistica di Parsons Dance, a Roma; quella di Angelin Preljocaj ispirata ad una fiaba cinese, a Ferrara; e un esperimento partecipativo “Fish” al PimOff di Milano.  
foto©Masiar Pasquali

Freud o l’interpretazione dei sogni

Uno spettacolo monumentale che abita il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo. Un tema potente, una compagnia numerosa di interpreti d’eccezione, tra cui interprete principale Fabrizio Gifuni, guidati da Federico Tiezzi. Un’opera mai portata in scena, ispirata al testo che si affacciò al Novecento (fu pubblicato nel 1899), anticipandone inquietudini e illuminazioni. Nel testo di Stefano Massini e nella traduzione scenica e visione registica di Tiezzi, il mosaico di casi e personaggi raccontati da Freud diventano tasselli di un grande enigma da decifrare. Un catalogo della contemporaneità che attraverso i sogni, misura la potenza e le oscurità della mente umana..

“Freud o l’interpretazione dei sogni”, da Sigmund Freud, di Stefano Massini, riduzione e adattamento Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi, regia Federico Tiezzi, scene Marco Rossi, costumi Gianluca Sbicca, luci Gianni Pollini, video Luca Brinchi e Daniele Spanò, movimenti Raffaella Giordano. A Milano, Piccolo Teatro Strehler, fino all’11/3.

La danza elegante e virtuosistica di Parsons Dance

Difficile non lasciarsi trasportare dai ritmi vibranti e dalle coreografie avvolgenti e colorate dei ballerini della Parsons Dance che incarnano la forza dirompente di una danza carica di energia e positività, acrobatica e comunicativa al tempo stesso. E’ ormai un caposaldo della danza post-moderna made in Usa, che mixa tecniche e stili per ottenere effetti magici e teatrali, creativi e divertenti. In programma La storica coreografie originali tratte dal grande repertorio:  Wolfgang, un tributo a Mozart, interpretato da tre coppie di danzatori; Kind of Blue” omaggio a Miles DavisNascimento, sulle musiche del compositore e chitarrista brasiliano Milton Nascimento, e  Upend.  Non   mancherà  la  celebre  e  richiestissima Caught (brano del 1982 che David Parsons creò per se stesso), incredibile assolo su musiche di Robert Fripp nel quale il danzatore sembra sospeso in aria grazie ad un gioco di luci stroboscopiche.

“Parsons Dance”, coreografie David Parsons, light designer Howell Binkley. A Roma, Teatro Brancaccio da 9 all’12/2.

La fiaba cinese di Preljocaj

Coreografo tra i migliori del panorama della danza contemporanea, Angelin Preljocaj  continua ad indagare l’universo dei racconti scegliendo per le sue creazioni una pista ancora inesplorata: i racconti tradizionali dell’Asia noti per la ricchezza e la forza poetica. La Fresque, tratto dal racconto cinese La pittura sul muro, ci parla di un viaggio in un’altra dimensione dove l’immagine diventa luogo di trascendenza e la persona fisica entra in relazione con l’immagine. La questione dell’immagine è al centro di questa ricerca che ci riporta al mito della caverna di Platone e alle sue ombre che mettono in dubbio la nostra esistenza. Il balletto esplora le relazioni misteriose esistenti tra la rappresentazione e la realtà, mettendo in evidenza, tramite la danza, i legami che si instaurano tra immagine fissa e movimento, tra istantaneità e durata, tra vivo e inerte.  Dietro questa metafora racchiusa nel racconto si delinea la questione della rappresentazione e del posto che l’arte occupa nella nostra società.

“La Fresque”, coreografia Angelin Preljocaj, musica Nicolas Godin, costumi Azzedine Alaïa, scenografia Constance Guisset Studio, luci Eric Soyer, produzione Ballet Preljocaj. A Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli, il 10/2.

Daniel Pennac tra racconto e fumetto

È la storia di un amore puro senza intermediari, così vero da sembrare inventato, che conquista il piccolo Daniel Pennac a tal punto da entrare a far parte del bagaglio dei suoi ricordi. Le parole di Pennac, in un’atmosfera incantata, si intrecciano con i disegni di Florence Cestac per dare vita a un gioco teatrale tra racconto e fumetto. Lo spettacolo è in francese e in italiano.

“Un amore esemplare”, tratto dal fumetto “Un amore esemplare” di  Pennac e Florence Cestac, adattamento teatrale Clara Bauer e Daniel Pennac, con Massimiliano Barbini, Florence Cestac, Daniel Pennac, Ludovica Tinghi, regia Clara Bauer, luci Ximo Solano, musica Alice Pennacchioni, elementi di scena Antonella Carrara, produzione Compagnie Mia/Parigi, Il Funaro/Pistoia, Laila/Napoli, coproduzione Comicon/Napoli. Al Teatro Era di Pontedera, il 9 e 10/2.

Le Ceneri di Taranto

Un casuale ritorno a Taranto e una visita alla tomba di famiglia, è l’incipit da cui si snoda lo spettacolo,  un percorso dove le storie private si intrecciano con la storia d’Italia, dagli anni della sua nascita all’attuale rivoluzione post-industriale. Tutto ha origine il 24 ottobre 1917, data della disfatta di Caporetto, e da una foto ritraente una festa di famiglia avvenuta proprio quel giorno. Uno alla volta i personaggi che appaiono nella fotografia prendono vita e si raccontano, componendo il quadro di una borghesia di provincia che vive con passione e impegno la costruzione sociale e culturale della Nazione. Fino all’incontro dell’autore con lo sconosciuto giovane padre, che ribalta la prospettiva, coniugando il passato al futuro.

“Pouilles – Le Ceneri di Taranto”, di e con Amedeo Fago e Giulio Pampiglione, e, in ordine di apparizione, nei video Malvina Missio, Gisella Burinato, Serena D’andria, Jacopo Maria Bicocchi, Gabriele Geri, Giuseppe Sillitto, Eugenio Durante, Greta Agresti, Simone Formicola, Luca Scapparone, Valentina Fago; musiche Franco Piersanti, costumi Lia Francesca Morandini. A Roma, Teatro India, dall’8 all’11/2.

I pesci, il mare, i nostri stereotipi

In un famoso esempio di D.F. Wallace due giovani pesci incontrano nuotando un pesce più anziano. Questo li saluta apostrofando “Ehilà, com’è l’acqua oggi?”, i giovani pesci strappano un sorriso e proseguono. Dopo qualche metro uno si volta e fa all’altro “che diavolo è l’acqua?”. Fish è un esperimento partecipativo che coinvolge un gruppo di persone volontarie interrogandole sul mare di stereotipi che accompagna la nostra quotidianità cercando di far emergere, muovendosi al suo interno, l’acqua in cui siamo immersi.

“Fish” di Dynamis, produzione Dynamis – Teatro Vascello – Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica, con il sostegno dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù. A Milano, Teatro PimOff, il 12/2.

 

 

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