Fermarsi sarebbe un grave errore

Prosegue il convegno in ricordo di Chiara Lubich e della sua propensione decisa verso l’armonia tra i fedeli di fedi diverse. L’incontro col papa
Castelgandolfo

«Oggi per la prima volta in vita mia ho avuto l’impressione di aprirmi sinceramente al mondo musulmano». A dirlo è un rabbino del Nord Europa presente a Castelgandolfo all’incontro promosso dal Movimento dei Focolari per ricordare Chiara Lubich nel sesto anniversario della sua morte. Gli fa eco un imam algerino: «Ho colto nelle parole degli amici ebrei una fondamentale apertura alla pace e al dialogo, alla quale non voglio sottrarmi». A testimonianza di un’accoglienza reciproca che avrebbe fatto felice la fondatrice dei Focolari, appassionata di tutto ciò che conduce all’unità, anche tra fedeli di religioni diverse. (Guarda i video del Convegno promosso dal Movimento dei Focolari).

Un cammino che è stato calorosamente apprezzato dal papa, che ha ricevuto in udienza privata una rappresentanza della platea presente a Castelgandolfo. Dopo una berve presentazione fatta dal card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Francesco ha sottolineato come si debba camminare assieme e che fermarsi lungo questa strada sia l’errore più grave che potrebbe commettersi. Ringraziandoli per la visita e per la testimonianza data, Francesco s’è a lungo trattenuto con ciascuno dei venti presenti, rappresentanti delle più varie religioni.

Nella conferenza stampa organizzata al termine dell’evento, la teologa musulmana Shahrzad Houshmand, iraniana, ha così commentato l’incontro, come riferisce l’Ansa: «Mi guardavo intorno e pensavo che quasi per nessuno di noi, visto che c’erano solo tre cattolici, lui rappresentava il papa; eppure abbiamo sentito in lui, proprio nel giorno di san Giuseppe, per voi la festa del papà, una figura paterna che aumentava la fratellanza fra di noi».

Da parte sua, la rabbina argentina Silvina Chemen, ha raccontato di Jorge Mario Bergoglio a Buenos Aires: «In nome del dialogo tra le diverse religioni, aveva sempre aperte le porte della sua cattedrale».

Oggi pomeriggio, presso l’Aula magna della Pontificia università urbaniana, a conclusione del convegno iniziatosi a Castelgandolfo, dal titolo “Chiara e le religioni. Insieme verso l’unità della famiglia umana”, verrà pubblicamente celebrato il sesto anniversario della morte della Lubich con circa 250 rappresentanti di otto grandi religioni, interessati a dare una testimonianza comune della via del dialogo che lei, con il suo carisma di unità, ha aperto. Si alterneranno il monaco theravada Phramaha Thongratana Tavorn e il rev. Waichiro Izumita, buddhisti, Vinu Aram, indù, l’imam Ronald Shaheed e il prof. Amer Al Hafi, musulmani, rabbi David Rosen, ebreo. Apriranno la conferenza il card. Francis Arinze e l’attuale presidente dei Focolari, Maria Voce.

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