Femminicidi, attenzione ai campanelli d’allarme

Esiste un'emergenza sociale che vede le donne vittime di violenze, fisiche o psicologiche, che possono culminare in un omicidio? Ne parliamo con Nunzia Alessandra Schilirò, vicequestore aggiunto della polizia di Stato, a capo della IV sezione della squadra mobile di Roma, per i reati sessuali contro le donne, i minori e i soggetti fragili. Sul numero di novembre della rivista Città Nuova un approfondimento sulla violenza sulle donne.
Manifestazione contro la violenza sulle donne

«Il femminicidio è un omicidio compiuto nei confronti di una donna…», ma – sottolinea Nunzia Alessandra Schilirò, vicequestore aggiunto della polizia di Stato, a capo della IV sezione della squadra mobile di Roma, per i reati sessuali contro le donne, i minori e i soggetti fragili – non stiamo parlando di morti avvenute, ad esempio, per un incidente stradale.

I femminicidi, chiarisce il vicequestore, «sono omicidi particolari, perché sono sempre preceduti da atti di violenza, denunciati o no che siano. Quando parliamo di femminicidio non parliamo mai di un raptus. Tendenzialmente – afferma Schilirò – posso dire che non esiste un uomo che si sveglia una mattina, o un folle per strada, che ammazza una donna. Magari ci saranno stati – o ci saranno – casi del genere, ma sono le eccezioni che confermano le regole».

«Sulla base dei dati statitistici – assicura il vicequestore – le donne che muoiono per mano di uomini sono donne che hanno subito uno stillicidio quotidiano di violenze fisiche, psigcologiche, economiche e spesso sessuali, denunciate oppure no».

Ma perché si parla tanto di femminicidio? Esiste un’emergenza? Nel video le indicazioni del vicequestore, che parla di un problema culturale, che riguarda tutti i cittadini.

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