Emilia Romagna al centrosinistra, in Calabria trionfa il centrodestra, crollo del M5S

La Lega non conquista l’ex roccaforte rossa che conferma il presidente Bonaccini. Schiacciante la vittoria di Jole Santelli in Calabria. Tonfo del M5S. Grande afflusso alle urne.
Massimo Paolone/LaPresse

Rispettate le previsioni per le elezioni regionali: Emilia Romagna al centrosinistra e Calabria al centrodestra. Non previste, invece, le distanze tra gli schieramenti, ampie in entrambi i casi. In Emilia Bonaccini ha, infatti, superato Lucia Borgonzoni: 51% contro il 43%.

Il galvanizzarsi dello scontro tirato sino allo spasimo da Matteo Salvini ha alla fine prodotto un effetto boomerang, risvegliando l’orgoglio piddino e della sinistra in genere, e provocando l’irruzione di un soggetto nuovo che si è rivelato forse decisivo, le “sardine”.

La sfida calabrese non ha sofferto di pathos; sin dall’inizio si era presentata favorevole al centrodestra e le urne ne hanno decretato una vittoria tanto schiacciante (55% per Jole Santelli e 30,7% per Callipo) quanto incapace di addolcire l’altra sconfitta. Così come il risultato deludente del candidato di centrosinistra non annebbia la gioia per la vittoria della coalizione e la tenuta del Pd in Emilia Romagna.

In cerca di definitiva riscossa dopo le estemporanee scelte estive, Salvini ha impegnato tutte le proprie risorse per dare una connotazione nazionale alla sfida nella “regione rossa”, vagheggiando una possibile crisi di governo in caso di vittoria di Lucia Borgonzoni. La posta in gioco quindi è stata alta e la sconfitta è proporzionata: dalle urne esce una Lega in difficoltà e un Salvini di nuovo in forte discussione. Egli infatti ha ottenuto l’opposto di ciò che ha perseguito: la vittoria e il consolidamento del centro-sinistra anziché la sua sconfitta. Probabilmente è l’ora di una presa di coscienza nella Lega, che potrebbe porre la questione della leadership del partito.

A livello di liste, infatti, le proiezioni danno un risultato che si può definire vittorioso per il Pd, che si impone come primo partito con i voti di lista nella coalizione in entrambe le regioni, ma con un potenziale bacino più ampio rappresentato dai buoni risultati delle liste civiche. Il risultato della Lega non è all’altezza delle sfide lanciate: in Emilia, pur con il 31%,  non è il primo partito votato dagli elettori, mentre in Calabria non ha superato, all’interno della coalizione, Forza Italia, ed è tallonato da Fratelli d’Italia.

Il voto poi torna a premiare i partiti delle coalizioni tradizionali: il Movimento 5 Stelle è al tracollo (forse addirittura fuori dai consigli regionali) e le nuove formazioni non decollano. Il quadro politico sembra quindi tornare su uno schema bipolare destra-sinistra.

Ma nei prossimi giorni, consolidati i risultati e fatte le analisi dei flussi, si potrà valutare il recupero dell’astensione a vantaggio di chi sia andato e la distribuzione delle scelte di lista, due elementi interessanti per approfondire anche l’impatto dell’azione delle “sardine” in questo voto.

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