Da due a tre, da coppia a famiglia

Ogni famiglia nel corso della propria esistenza si trova a dover far fronte a determinate fasi evolutive più o meno prevedibili. L’arrivo di un bambino è una di queste ed è un momento che può essere definito di crisi. Quali sono i compiti che competono alla coppia che si appresta ad accogliere il primo figlio?

 

Marco e Teresa si preparano all’arrivo del loro primogenito. Hanno deciso che lo chiameranno Matteo e grande davvero è l’entusiasmo per il nuovo e concitato periodo che li aspetta. Marco scherza e spesso dice che sicuramente da dopo l’arrivo di Matteo diventerà l’ultima ruota del carro, ha paura che la moglie non si dedicherà più a lui e tramite battute e ilarità esprime una grande preoccupazione comune forse a tutte le coppie: «Come cambierà la nostra relazione all’arrivo del figlio? Cosa succederà? Come saremo?».

Ogni famiglia nel corso della propria esistenza si trova a dover far fronte a determinate fasi evolutive più o meno prevedibili. L’arrivo di un bambino è una di queste ed è un momento che può essere definito di crisi. Dove per crisi non viene inteso un qualcosa di negativo ma piuttosto un qualcosa che genera un cambiamento all’interno di un sistema, e presuppone che il sistema stesso sia in grado di mettere in atto tutta una serie di strategie per far fronte a quel cambiamento e riorganizzarsi intorno ad esso. I momenti critici avvengono in tutte le fasi del processo evolutivo di una coppia e di una famiglia, alcuni eventi sono maggiormente attesi e prevedibili (arrivo di un figlio, passaggio di un figlio all’età adulta, matrimonio, ecc…) altri eventi, invece, sono più inaspettati e le risorse da mettere in campo per far fronte a quell’evento si moltiplicano (lutto, separazione, perdita del lavoro, ecc…).

Tutte le famiglie per ogni fase della vita e per ogni cambiamento che si trovano ad attraversare, devono far fronte a diversi compiti evolutivi. Vediamo di seguito nello specifico, quali sono i compiti che competono alla coppia che si appresta ad accogliere il primo figlio:

1) Ridefinizione della relazione coniugale. Numerosi effetti si avranno, come prevedibile, sulla relazione di coppia. I nuovi genitori possono sia sentirsi parte attiva di un grande progetto comune e sperimentare una nuova coesione, sia allo stesso tempo essere in alcune fasi sopraffatti dal grande impegno richiesto dal nuovo nato che può far aumentare o generare nuovi conflitti, insieme ad ansie e paure di non essere in grado di assolvere con competenza al proprio ruolo genitoriale. Per far fronte a questo primo e fondamentale compito evolutivo è necessario che entrambi i genitori ridefiniscano i propri spazi e le proprie funzioni all’interno della famiglia trovando ad esempio nuovi modi per conciliare attività lavorativa e familiare, e riescano, allo stesso tempo, a coltivare anche lo spazio di coppia dando risalto sia agli aspetti genitoriali che a quelli coniugali.

2) Costruzione di ruoli e funzioni genitoriali. Come abbiamo accennato poc’anzi, un nuovo compito evolutivo a cui è chiamata la coppia è quello di imparare a gestire insieme una nuova relazione, quella con il figlio. Sarà di centrale importanza definire con chiarezza i ruoli all’interno della famiglia e il tipo di stile educativo che si vuole mettere in atto, in modo da avere una linea che sia più comune possibile per evitare confusione e atteggiamenti poco chiari nei confronti dei figli. La coppia, inoltre, è chiamata a fornire un valido modello di attaccamento affettivo ed educativo al proprio bambino, garantendogli una sicurezza sul piano emotivo che gli permetta di acquisire stima, fiducia e apertura verso le relazioni extrafamiliari.

3) Ristrutturazione delle relazioni con la famiglia di origine. Altra sfida evolutiva a cui si troveranno  a far fronte i neo genitori è lo strutturare una nuova relazione con le famiglie allargate. È possibile, infatti, che in questa fase i nonni e gli zii, siano più presenti e coinvolti all’interno dell’accudimento del bambino. Parallelamente avverrà un probabile cambiamento proprio nel modo di relazionarsi con le famiglie di origine, grazie al nuovo ruolo genitoriale che per la prima volta accomunerà genitori e figli. La generazione più anziana sarà chiamata a sostenere, con le dovute distanze, i propri figli nel loro nuovo ruolo, e a partecipare alla vita dei nipoti con la nuova identità di nonni, senza però sostituirsi ai genitori e diventando in questo modo un’ importante e fondamentale risorsa per tutto il sistema. Anche in questo caso i rischi possono esserci laddove i coniugi non siano ben distaccati dal proprio nucleo di origine, e potrebbero generarsi situazioni poco funzionali, caratterizzate da grande confusione di ruoli, difficoltà nel portare avanti sistemi educativi coerenti e conseguenti conflitti nella coppia coniugale e nella famiglia.

È sempre importante tener in mente che proprio in questa fase, il compito più arduo compete alla coppia, e solo se essa riuscirà a rimanere salda e coesa sarà possibile far fronte a queste nuove sfide che saranno l’inizio della loro nuova avventura come famiglia.

 

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