Coronavirus, il contagio in Italia visto dall’estero

Il nostro Paese fa notizia all'estero per gli oltre 200 casi di persone infette. Alcuni quotidiani ne approfittano per fare un bilancio delle possibili conseguenze politiche e sociologiche che il virus può avere sull'Unione europea.

Il picco dei casi di Coronavirus in Italia fa notizia anche all’estero: il New York Times titola infatti «L’Europa affronta il coronavirus, con l’Italia che combatte un’eruzione di casi». Al di là della ricostruzione fattuale del numero di contagi e della loro localizzazione geografica, nonché delle conseguenze sulla vita sociale ed economica del Paese, il giornale newyorkese si sofferma però in particolare sulle conseguenze politiche e sociologiche che il virus potrebbe avere a livello europeo: una tale emergenza, scrive, «ha alterato radicalmente le politiche dell’Unione Europea e messo in luce la sua debolezza istituzionale. [..] Se il virus si espande, il principio fondamentale delle frontiere aperte nell’Unione, centrale per la sua identità, sarà sottoposto a uno stress test; così anche i sistemi sanitari nazionali, specialmente quelli già provati dalle misure di austerity».

Anche lo spagnolo El Paìs cita le preoccupazioni di Bruxelles in merito alla chiusura delle frontiere; e, nell’articolo «Il coronavirus paralizza il Nord Italia», fa un lungo resoconto di che cosa sta accadendo. Parla di Milano diventata «una città fantasma», di Venezia che ha dovuto cancellare il carnevale, e del caso – dipinto come ironico – dei sindaci dell’isola di Ischia che avrebbero voluto vietare gli sbarchi nell’isola a lombardi e veneti, in barba ai luoghi comuni che circolano al Nord sui meridionali.

Il francese Le Monde invece si sofferma sulle «Litanie di precauzione e il mistero del paziente uno» – in riferimento al fatto che non è ancora stato identificato con certezza chi possa aver portato il virus dalla Cina; osservando anche come «in un Paese dove la memoria storica delle grandi epidemie è particolarmente vivace, dalle pubbliche piazze ai muri delle chiese, certe paure sopite non aspettano che di risorgere».

Il tedesco Der Spiegel parla di «isteria e acquisti da criceto», alludendo ai banchi vuoti dei supermercati; e posta un video della “città fantasma” di Casalpusterlengo, ora vuota. La Süddeutsche Zeitung, dal canto suo, pubblica un articolo in cui informa su «Che cosa le infezioni in Italia significano per chi viaggia»; e osserva come «Mentre i pazienti in Germania vengono dimessi dall’ospedale in buona salute, l’Italia sigilla le aree» – pazienti naturalmente ammalatisi prima di quelli italiani, e nei quali il virus ha già fatto il suo corso. In generale, il Coronavirus non guadagna i titoli di testa dei giornali tedeschi, a differenza di altri Paesi.

Al di là della manica, in Inghilterra, The Gurdian concentra la sua attenzione piuttosto sulla diffusione del virus in Iran; mentre The Independent ha predisposto una sorta di rubrica con domande e risposte per chi desidera visitare l’Italia, con l’ausilio del Foreign Office (l’equivalente del nostro ministero degli Esteri). Anche il Times cita solo marginalmente l’Italia, facendo piuttosto un panorama globale sulla situazione – a dispetto dell’evocativa foto di una maschera veneziana con la mascherina. E perdonate il gioco di parole.

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