Brevi solidarietà

EROI DELLA NORMALITÀ Il barbone e gli indios È seduto sulla panca della chiesa di Santa Monica, vicino al Vaticano. Finita la funzione, si avvicina a fra’ Gennaro, e gli lascia una busta con 265 euro in contanti: il suo pensiero per i bambini dell’ Apurimac, una zona delle Ande peruviane dove i religiosi hanno una missione. Poi si allontana per tornare al suo mondo fatto di freddo e umidità d’inverno, di caldo e strade deserte della capitale d’estate. È la storia del buon barbone Natale. Lo chiameremo così, perché non sappiamo il suo vero nome. Natale come quel Natale Morea, il barbone che il 14 dicembre del 2004, a Roma, salvò da un’aggressione due giovani ragazze, rischiando la vita. È la storia di un piccolo eroe dai gesti normali per noi – che quando doniamo ai poveri, spesso, ci priviamo del superfluo – ma straordinari per chi offre del suo senza averne, facendo incredibili economie. Natale è un benefattore tra gli ultimi, quelli di cui di solito parliamo sulla stampa solo quando sono morti in una notte d’inverno in città. Di solito lavora il ferro, raccolto in giro per le strade, dai cassonetti, Lui lo trasforma in piccoli oggetti, ninnoli del superfluo, che rivende a chi li desidera. Dignitoso nel vestire, di buona cultura, il nostro buon barbone ha un cuore eccezionale. Ma spiazza un po’ tutti e ci mette in difficoltà: come si fa ad essere così poveri e a donare quello che si ha appena per altri più poveri? PROBLEMI MINORILI Una famiglia per Sonia Sonia, 11 anni, è cresciuta in una comunità per minori fin da piccolissima. Il papà e la mamma non hanno mai avuto né la capacità né la possibilità di prendersi cura di lei. Da qualche tempo, tuttavia, Sonia ha un grande desiderio. Non ne parla in modo esplicito, perché ha imparato a congelare in fondo a sé ogni emozione, ogni sentimento, ogni desiderio. Ma per chi la segue è ormai evidente che aspetta chi le dia una mano ad uscire da questo suo mondo chiuso che la protegge, per fortuna ormai senza lacrime, ma anche senza la spontaneità di una vita in famiglia. Occorre insomma una famiglia che con il calore di un vero e continuativo affetto sappia sciogliere quella specie di ghiaccio emotivo che ha finora impedito alla ragazza di essere serena fino in fondo, la sostenga, le insegni a volersi bene, a fidarsi del prossimo, e l’aiuti ad incamminarsi con maggiore sicurezza verso l’adolescenza. Il Cam (Centro ausiliario per i problemi minorili) è alla ricerca per Sonia di genitori affidatari che dovrebbero abitare a Milano o nell’hinterland. Info: Ufficio Affidi Cam – via Vincenzo Monti, 11 – 20123 Milano (Chiedere di Laura Mombelloni) tel: 02-4816980 – dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle12,30. email:affidi@camminori.

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