Brevi media

WEBMASTER CATTOLICI Così ti faccio un sito È nato il primo corso di formazione on line gratuito per imparare a realizzare un sito web ed è stato stilato un decalogo per il corretto uso di Internet da parte dei minori. Sono le due novità proposte recentemente dall’Associazione webmaster cattolici italiani (WeCa), e presentate nel sito www.webcattolici. it che, per l’occasione, si presenta rinnovato e arricchito da informazioni e approfondimenti. Creare un sito cattolico per il web è il titolo scelto per questo primo corso promosso dalla associazione. Tenuto da docenti dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano e da personalità di primo piano del mondo cattolico del web, il corso offre gratuitamente la possibilità, attraverso un percorso articolato e approfondito, di imparare a realizzare un sito web di qualità. Collegandosi al sito dell’associazione è possibile iscriversi e partecipare alle lezioni a distanza, in modalità elearning. Articolato in otto moduli didattici è arricchito da varie attività interattive come forum, chat ed esercitazioni. Gli studenti saranno seguiti da un tutor, avranno a disposizione un centro di assistenza tecnica e un coordinatore generale incaricato di seguire l’apprendimento e valutare le conoscenze acquisite. Alla fine verrà rilasciato l’attestato di partecipazione e la certificazione WeCa di primo livello. Guida la Web, dieci consigli per navigare senza affondare nell’era di Internet è invece il decalogo sul rapporto Internet e minori che l’associazione ha stilato per promuovere un uso sempre più attento ed umanizzante della rete. Con la forma allegra e vivace del fumetto, il deacalogo si presenta come una guida dedicata ai ragazzi e agli adulti, utilizzabile a scuola come in famiglia. I dieci consigli vogliono mettere in luce le caratteristiche e le potenzialità positive di Internet e delle nuove tecnologie anche per la crescita di bambini e ragazzi. IN LIBRERIA Due libri di Giuntella Lo conosciamo tutti non solo per il suo papillon sfoggiato nelle sue cronache al Tg1 da quirinalista. Lo conosciamo per la sua serietà, per l’assenza di ogni faziosità nelle sue cronache. Un giornalista amato dagli spettatori. Meno noto, invece, il suo background cattolico, negli scout e nell’Azione cattolica, e il suo ampio lavoro di saggista. A distanza di un anno l’uno dall’altro, ecco due promettenti volumi pubblicati dalle edizioni Paoline (Strada verso la libertà e Il fiore rosso, entrambi in vendita a 12 euro). Di cosa si tratta? Con piglio giornalistico e fervida immaginazione, Giuntella parla ai giovani sul suo cristianesimo, nel primo libro raccontando a modo suo le basi di una religione che è un tizzone ardente, mentre nel secondo l’autore presenta i suoi modelli, da Madre Teresa e Etty Hillesum, da Carlo Carretto a Martin Luther King. Da non perdere. (m.z.) PALINSESTI Dare voce alla pace Una giornata per parlare di pace e per far parlare di pace, una 24 ore per chiedere che i problemi che riguardano la pace trovino più spazio nei palinsesti e i media siano sempre più strumenti che diffondono una cultura di pace. Con questa sfida si è svolta a livello nazionale la prima giornata Diamo voce alla pace promossa dalla Tavola della pace, dal Coordinamento nazionale enti locali per la pace ed i diritti umani, dalla Federazione nazionale stampa italiana e dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. L’iniziativa ha visto l’adesione di oltre 600 organizzazioni. L’invito a promuovere iniziative di riflessione e confronto sui problemi dell’informazione e della comunicazione ha dato vita a più di 150 iniziative su tutto il territorio nazionale: dibattiti, seminari, attività culturali, concorsi, convegni, cineforum. In alcune città la giornata è stata occasione di incontro tra gli allievi delle scuole, le autorità civili, gli operatori del mondo dei media locali e nazionali. Pace e informazione – ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – sono due temi fondamentali del nostro avvenire, se vogliamo averne uno. Questa giornata conferma il grande interesse degli italiani per una informazione libera, obiettiva, attenta alla realtà, impegnata nella ricerca della verità. Più spazio alla pace e agli operatori di pace e dei diritti umani, questo chiediamo ai media e, in primo luogo alla Rai, che è il nostro servizio pubblico.

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