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Attorno al presepe

Alla vigilia di Natale una famiglia si dava da fare per finire il presepe. Questa famiglia era molto litigiosa. Nessuno andava d’accordo con l’altro. Infatti facevano il presepe solo per tradizione. Questa famiglia litigava anche mentre faceva il presepe.Tutti e quattro, mamma, papà e due figli, avevano idee diverse su come mettere le statuine. Litigarono così tanto che Gesù bambino si ruppe. La famiglia andò a dormire mogia mogia, ma appena si allontanarono il presepe si animò e cominciò a parlare. Giuseppe disse: Oh no! Cosa si fa senza Gesù bambino?. Un contadino disse: Lo sapevo che questa famiglia è ogni anno più nervosa!. Maria disse: Non fate così. Oggi è la vigilia di Natale, dobbiamo essere felici e far essere felici!. Una contadina disse: Maria ha ragione!. Giuseppe disse: Dobbiamo riparare Gesù bambino. Il pastore più anziano che accendeva il fuoco ogni sera disse: Dobbiamo farlo per questa famiglia, forse ritroverà la pace!. La statuina sul ponte disse: Arriva qualcuno, immobilizziamoci!. Arrivò il bambino più piccolo della famiglia e, rivolgendosi al presepe disse: Vorrei che in questa famiglia si ritrovasse la pace!. Aveva le lacrime agli occhi. Rimaste sole, le statuine si accorsero di avere le vesti umide. Erano state le lacrime del bambino. Ebbero così l’idea di attaccare i pezzi di Gesù bambino con l’umidità delle lacrime del bambino. Alla mattina il primo ad avvicinarsi al presepe, immobilizzato, fu il bambino che, accortosi del prodigio, si illuminò in un sorriso e corse a chiamare gli altri. Davanti al presepe tutti si abbracciarono e si chiesero scusa. Si sentivano felici. Avevano finalmente imparato che per essere una famiglia unita dovevano sapersi perdonare.

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