Anba Tawadros II si è insediato

Con una lunga cerimonia, carica di simbolismi, alla presenza di vescovi e sacerdoti, il nuovo papa è pronto ad affrontare le nuove sfide che lo attendono. Il messaggio di Benedetto XVI
Anba Tawadros II

Si è svolta domenica scorsa nella cattedrale di San Marco al Cairo la solenne cerimonia dell’insediamento di Anba Tawadros II, nuovo capo della Chiesa copto-ortodossa, eletto due settimane fa al termine di un lungo processo che aveva coinvolto, come da millenaria tradizione, l’intera Chiesa.

La cerimonia lunga e solenne è iniziata con la lettura dagli Atti degli Apostoli ed è proseguita con l’uscita dalla cattedrale di vescovi, sacerdoti e incensieri che hanno chiuso la porta della basilica prima di raggiungere il nuovo papa per consegnargli le chiavi. Dopo essersi recati alla sua residenza, all’interno del grande recinto della cattedrale, sono rientrati con Anba Tawadros, che ha aperto le porte della chiesa accompagnando il gesto con le parole: «Aprite le porte della giustizia e della bontà per me, perché possa entrare e ringraziare il Signore. Questa è la porta del Signore».

Al termine della solenne processione, tutti – il nuovo papa, i vescovi, sacerdoti e gli incensieri – si sono inginocchiati davanti all’altare e il vescovo più anziano ha pregato con queste parole: «Noi metropoliti, vescovi, sacerdoti, diaconi e tutto il popolo, dopo che il papa Shenouda III è stato "trasferito" in cielo, […] con unità di cuore siamo d’accordo di eleggere Anba Tawadros come capo dei vescovi sulla cattedra apostolica di san Marco». A seguire, l’invocazione dello Spirito Santo e della Sua pienezza e grazia per il nuovo papa. La cerimonia si è snodata per ore con solennità, carica di simbolismi che parlano della ricchezza di questa Chiesa apostolica. Particolarmente significativo il momento in cui i vescovi hanno vestito il nuovo successore di Marco fino a incoronarlo e a consegnargli croce e bastone con parole solenni: «Ricevi il bastone dei pastori dalla mano del Pastore dei pastori, Gesù Cristo, per pascere il suo popolo e nutrirlo con gli insegnamenti che vivificano».

Altro simbolo pregnante è la salita verso la cattedra: tre scalini all’incedere dei quali si proclamano i titoli che Anba Tawadros II porterà da ora in poi: vescovo dei vescovi, capo dei pastori, papa e patriarca della cattedra di san Marco. Infine, gli è stato consegnato il Vangelo di Marco, fondatore della Chiesa in Egitto. Dopo averlo ricevuto, il nuovo papa lo ha baciato e tenuto nelle mani, mentre i vescovi si sono avviati verso di lui per abbracciarlo, uno ad uno.

Una cerimonia lunghissima, seguita da migliaia di fedeli, fra i quali c'erano ospiti di particolare riguardo. Fra questi spiccava il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, giunto da Roma a rappresentare Benedetto XVI, che ha inviato a Anba Tawadros II un caloroso messaggio. «Possa l’Onnipotente – si legge fra l’altro – concedere a Vostra Santità abbondanti doni spirituali per rafforzarvi nel vostro nuovo ministero, alla guida del clero e dei laici lungo i sentieri della santità, per il bene del vostro popolo e per la pace e l’armonia di tutta la società».

Il papa di Roma ha parlato con speranza del cammino verso la piena unità fra le Chiese cristiane, ricordando l’impegno di Shenouda III, il predecessore di Tawadros. La sua «preoccupazione per il miglioramento delle relazioni con le altre Chiese cristiane rafforza la nostra speranza che un giorno tutti i seguaci di Cristo si troveranno uniti nell’amore e nella riconciliazione» desiderata da Cristo. Benedetto XVI ha assicurato le sue preghiere affinchè i rapporti tra Chiesa cattolica e Chiesa copta ortodossa possano continuare ad approfondirsi e ad avvicinarsi. Papa Ratzinger sottolinea anche l’approfondimento del dialogo teologico che, oltre a quello della cooperazione, «ci permetterà di crescere nella comunione e di testimoniare davanti al mondo la verità salvifica del Vangelo».

La sede di Pietro non si nasconde le sfide che accompagnano il cammino del nuovo successore nella sede di Marco ed assicura la sua vicinanza spirituale. L’ecumenismo resta, quindi, centrale nelle priorità di Benedetto XVI e la cerimonia di ieri ha offerto l’occasione per una riconferma dell’impegno a camminare insieme verso l’unità per una vera credibilità del messaggio cristiano.

Ma sono grandi anche le sfide interne che attendono Anba Tawadros II, soprattutto dopo i fatti che hanno caratterizzato la vita dell’Egitto negli ultimi due anni. I cristiani sono recentemente usciti dalla Commissione che sta lavorando alla nuova carta costituzionale dell’Egitto: una scelta discussa, ma anche coraggiosa, per attirare l’attenzione sulla necessità di una vera presa di coscienza del ruolo dei cristiani nella vita del Paese da parte della maggioranza musulmana. Il nuovo papa ha assicurato, dopo l’elezione, di voler lavorare al dialogo fra le due comunità e, senza dubbio, non mancheranno le occasioni fin dai primissimi giorni del suo nuovo impegno.

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