«Grazie a Francesco Murru e ad Antonella Stella che hanno dato pennellate significative di un contesto necessariamente variegato e molteplice. Mi auguro che questo dialogo possa continuare. Infatti abbiamo bisogno di tanti occhi, di tante menti, di tanti cuori che ci raccontino il loro vivere e il loro sentire.
La realtà è complessa, è come un concerto polifonico e non può essere ridotta al solo suono del corno o del primo violino anche se chi li suona può prediligerli. Sono tante altre le voci… Qui non si tratta di schierarsi a favore di chi ha ragione o chi ha torto. Qui c’è molto di più. La realtà necessita di essere accolta per quello che è, anche con la sua difficoltà di comprensione o con i suoi aspetti scomodi o dissonanti o contraddittori. Il violino, dolce e acuto, sta insieme al corno basso e grave. Non si può negare l’uno per affermare l’altro. Acuti e gravi sono due diversi aspetti della stessa melodia.
Certo, a volte è necessario distinguere, separare per poter approfondire, descrivere, conoscere, come le partiture per i diversi strumenti musicali. Ma questa separazione può essere solo un’operazione transitoria che può semplificare l’apprendimento della singola componente o la sua definizione, ma risulta inadeguata e insufficiente per cogliere l’insieme perché la realtà è complessa, polifonica. Quindi ben vengano altri strumenti, altri suoni, altre comprensioni… Ben vengano altre testimonianze.
La complessità ci abita e ci attraversa, abbiamo bisogno di accoglierla senza resistenza, senza opposizione, con la “fatica” di sospendere ogni giudizio e l’apertura al mistero che ogni tratto umano porta in sé. Questa operazione può stimolare la ricerca di sempre nuove comprensioni.
L’altra parola che mi risuona dentro è “consapevolezza“, ovvero la coscienza di se stessi e del mondo che cresce con l’ascolto di sé, degli altri, della complessità del reale. Ogni dialogo, ogni pennellata, ogni strumento suonato apre nuove coscienze e comprensioni di ciò che siamo e che vorremmo essere, di ciò che ci aiuta e di ciò che ci fa male, e queste comprensioni ci fanno persone nuove e possono aprire percorsi nuovi.
Grazie a chi ha scritto e a chi scriverà, grazie a chi sospende ogni giudizio per comprendere, grazie a chi non si accontenta di schierarsi e cammina ricercando strade sempre nuove, grazie a chi accetta che gli opposti possano convivere… E grazie a Città Nuova che ci dà questa possibilità».
Cecilia Tumiatti
