Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Chiesa cattolica

Cremazione dei morti, sì o no?

di Fabio Ciardi

- Fonte: Città Nuova

Autore Fabio Ciardi


La Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato un documento che specifica meglio il pensiero della Chiesa sulla pratica di cremare i defunti, sempre più diffusa anche per mancanza di spazio nei cimiteri. Un approfondimento

Valeria mi viene incontro con la faccia sconvolta: «Cosa abbiamo combinato! Due anni fa, quando è morta la mamma, l’abbiamo fatta cremare. È contro la dottrina della Chiesa. Mio fratello mi ha appena telefonato, anche lui agitatissimo…». Raccolgo altre reazioni contraddittorie dopo la pubblicazione dell’Istruzione Ad resurgendum cum Christo emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede, circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Cremazione sì, cremazione no; conservare le ceneri o disperderle?

 

Il documento, breve e chiaro, conferma quando già stabilito dal Codice di Diritto canonico e dal Catechismo della Chiesa Cattolica: “La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi” (n. 2301). Quello che conta, prima di tutto e soprattutto, è questa fede, che professiamo ogni domenica nel Credo: «Credo la resurrezione della carne»; risorgeremo, perché Gesù è risorto. I cristiani hanno una visione tutta positiva della morte, come la Chiesa insegna a pregare: «Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo».

 

Dopo la fede, la prassi, spesso segnata dalla cultura. Il documento riafferma in proposito l’antichissima tradizione cristiana, secondo la quale i corpi dei defunti vengono seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro come segno più idoneo per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale, la pietà e il rispetto dovuti ai morti.

 

Motiva questa scelta secolare come maggiormente atta a favorire «il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana, nonché la venerazione dei martiri e dei santi», opponendosi «alla tendenza a occultare o privatizzare l’evento della morte e il significato che esso ha per i cristiani».

 

Una volta assicurata la dichiarazione di fede e aver ricordato la tradizione, il documento lascia liberi di scegliere la cremazione. Ad una condizione – ed è questo il punto centrale della “Istruzione”; che l’incenerimento non sia espressione di una visione non cristiana della morte. Ecco in concreto le concezioni errate della morte che vengono contestate: che essa sia considerata come «l’annullamento definitivo della persona, come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, come una tappa nel processo della re–incarnazione, come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo». Ciò che non è cristiano non è la cremazione in sé, ma queste errate visioni della vita e della morte, che posso stare dietro tale scelta.

 

Ultimo argomento della “Istruzione” riguarda l’uso delle ceneri. «Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista – si legge –, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti». Anche in questo caso non è tanto il fatto in sé a creare problema, quando la mentalità che tale gesto può esprimere, il panteismo, appunto, il naturalismo, il nichilismo.

Un documento asciutto, quello della Congregazione per la Dottrina delle fede, che può aiutare a riflettere sul senso della vita e della morte e sul rapporto di comunione che tiene uniti vivi e morti.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876