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In profondità > Chiesa cattolica

Il peccato cancellato

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Il papa nell’udienza del mercoledì termina le sue catechesi sulla misericordia nell'Antico Testamento. Con un inno all’infinita comprensione di Dio per l’uomo che cade

Peccato © Michele Zanzucchi 2007

Ogni giorno ci sarebbe da riprendere quanto il papa dice giorno dopo giorno. Altri lo fanno, e li ringraziamo. Ma oggi vorrei riprendere alcuni passaggi del discorso di papa Francesco all’udienza di mercoledì 30 marzo. Un discorso semplicissimo ma verissimo, che in momenti di smarrimento può stendersi come un balsamo sulle nostre ferite. Un discorso al contempo rivoluzionario, perché vuole cancellare un pesantissimo fardello di colpe e colpevolezze che tanta parte della Chiesa (ma per imitazione anche tanti governanti, tanti uomini di cultura, tanti leader spirituali) ha scaricato per secoli sui peccatori. Nulla di nuovo dottrinalmente, ma quanto di nuovo nella pratica (o come dicono i teologi, nella pastorale)!

 

Ecco allora, semplicemente, le parole del papa: «L’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno nella nostra vita è quella di essere perdonati, liberati dal male e dalle sue conseguenze di morte. Purtroppo, la vita ci fa sperimentare tante volte queste situazioni; e anzitutto in esse dobbiamo confidare nella misericordia. Dio è più grande del nostro peccato. Non dimentichiamo questo: Dio è più grande del nostro peccato!». E per due volte fa ripetere ai presenti, nello stile dei “pastori” sudamericani, «Dio è più grande del nostro peccato». E continua: «Il suo amore è un oceano in cui possiamo immergerci senza paura di essere sopraffatti: perdonare per Dio significa darci la certezza che lui non ci abbandona mai. Qualunque cosa possiamo rimproverarci, lui è ancora e sempre più grande di tutto, perché Dio è più grande del nostro peccato».

 

E più avanti nel discorso, ecco uno dei suoi leitmotiv: «Tutti noi siamo peccatori. È vero questo? Se qualcuno di voi non si sente peccatore che alzi la mano… Nessuno! Tutti lo siamo». Ma mai arrendersi alla depressione e alla colpevolezza: «Noi peccatori, con il perdono, diventiamo creature nuove, ricolmate dallo spirito e piene di gioia. Ora una nuova realtà comincia per noi: un nuovo cuore, un nuovo spirito, una nuova vita». Per concludere con un’immagine come sempre presa dalla vita quotidiana: «Quando un bambino cade, cosa fa? Solleva la mano alla mamma, al papà perché lo faccia alzare. Facciamo lo stesso! Se tu cadi per debolezza nel peccato, alza la tua mano: il Signore la prende e ti aiuterà ad alzarti. Questa è la dignità del perdono di Dio! La dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarci, metterci sempre in piedi, perché lui ha creato l’uomo e la donna perché stiano in piedi».

 

Una perla, incastonata nel discorso, sintetizza il pensiero del papa: «Dio cancella il nostro peccato proprio dalla radice». Cancellato, cioè non esiste più, basta. Confortante.

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