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Italia > Società

OItre la proposta Boeri. Una misura universale contro la povertà

di Giustino Di Domenico

- Fonte: Città Nuova


Intervista a Marco Di Marco, esperto di politiche sociali, a proposito della tesi del presidente dell’Inps di redistribuire le pensioni in senso equo. L’intervento non può riguardare solo i quasi anziani (over 55 anni)  e scordare le famiglie con bambini e i working poor

Bambini

La proposta Boeri, accessibile dal sito dell’Istituto previdenziale che presiede, sta alimentando un dibattito interessante perché permette di entrare nel merito delle questioni sollevate con competenza come l’aumento del numero delle persone che arrivano all’età critica dei 55 anni senza avere un lavoro e un reddito sufficiente per l’esistenza.  Una condizione drammatica che può sfociare in tragedia se non si interviene in maniera efficace di ricollocazione al lavoro ma che hanno bisogno di un minimo di entrata per non cadere nel baratro assieme alle loro famiglie. In un’intervista per cittanuova.it il presidente delle Acli, Bottalico, ha messo in evidenza i limiti di una proposta che rischia di risolvere il problema per alcuni senza l’avvio di una misura destinata ad incidere globalmente. Abbiamo chiesto il parere del dottor Marco Di Marco, dirigente Istat ma che qui interviene non in veste istituzionale ma come esperto di politiche sociali già interpellato riguardo alle proposte di reddito di cittadinanza e/o di inclusione.

L’intervento auspicato da Boeri non parte da un dato di fatto reale?

«Certo! La proposta Boeri costituisce una doverosa presa d'atto di un problema più generale, e cioè che il sistema pensionistico, così come è stato riformato, non garantisce più un grado sufficiente di redistribuzione e, in prospettiva, per le coorti più giovani, non proteggerà gli anziani dal rischio di povertà. Nello stesso tempo, pur essendo ispirata da una preoccupazione del tutto corretta, la soluzione che propone Boeri è parziale».

Per quale ragione ?

«Perché propone di utilizzare uno strumento anti-povertà di tipo universale, come il reddito minimo, per proteggere dal rischio di povertà una minoranza di anziani. Io credo che, come raccomanda l'Unione Europea da anni, il reddito minimo debba essere impiegato per proteggere tutte le persone a rischio di povertà e non solo gli anziani».

Quali sono i soggetti per i quali si richiede uno strumento universale di contrasto alla povertà?

«In Italia, sono soprattutto le famiglie con minori ad aver bisogno di sostegno al reddito, insieme alle famiglie giovani con salari bassi (working poor). Per questo motivo, la proposta di Boeri, pur condivisibile per quanto riguarda il ristretto gruppo di "quasi anziani", costituisce, tuttavia, per così dire una proposta "al ribasso", nel senso che di fatto l'uso parziale del reddito minimo rischia di essere anche un uso distorto, di trasformarsi cioè in una misura categoriale, selettiva. Come giustificare il mancato sostegno alle famiglie con figli povere a fronte di un eventuale erogazione agli ultra 55enni?».

Riproduzione riservata ©

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