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Italia > Società

I tanti colpevoli di Parigi

di Ezio Aceti

- Fonte: Città Nuova


Occorre condannare la colpa, il comportamento omicida, ma salvare l’uomo, qualsiasi uomo. Restano aperti degli interrogativi: diffondere sempre la fiducia nell’essere umano o ergerci a giudici di tutte le categorie discriminando? Il commento dello psicopedagogista

Militari francesi in cerca degli attentatori a Parigi

E’ difficile parlare, scrivere, commentare, dire qualsiasi cosa dopo quanto è successo in Francia. L’emozione, la rabbia, il disgusto, la tristezza, si mescolano nell’intimo e lasciano lo sgomento, la paura, il terrore: sono tutte emozioni che in questi giorni hanno fatto breccia in ciascuno di noi.

L’evento esterno delle bombe e della violenza, ha frantumato la sicurezza interna del cuore rompendo quell’equilibrio che il progresso umano e sociale ha depositato in ciascuno di noi durante l’evoluzione della civiltà.

Le reazioni allora sono le più varie: l’odio, la vendetta, l’espulsione, la condanna di tutto e di tutti. E’ stato il grande filosofo Paul Ricoeur a ritenere che il colpevole dovesse essere in qualche modo identificato, a ragione o torto. Il colpevole c’è…anzi ce ne sono …tanti.

Ma, come diceva Ricoeur, noi umani abbiamo bisogno di trovarlo ad ogni costo, di trovare comunque un capo espiatorio, che in qualche modo giustificasse l’orrore capitato. Ed è quello che stiamo facendo, che gli Stati coinvolti e tutti, in qualche modo stanno facendo.

E le sigle si susseguono Isis, al-Qaeda, fondamentalismo islamico, mussulmani, tutti, mussulmani moderati, ecc…E guai a cercare di trovare giustificazioni. E forse è giusto. Forse, come diceva Ricoeur.

E noi, semplici cittadini, persone che vivono quotidianamente, cosa possiamo fare?

Ho letto una volta un piccolo libretto dal titolo “Le parole, Bibbia durante la crisi” che mi sembra ci possa aiutare. La crisi di civiltà che stiamo vivendo, grida il suo dolore più acuto in questo orrore violento, senza senso, solo per il male, in nome di un Dio che viene presentato come padrone assoluto e sanguinario.

Ma il nostro Dio non è sanguinario, è giusto e misericordioso. Giusto: perché è lecito difendere l’amore di tutti e la dignità di ciascuno, impedendo al male di annientarci. Misericordioso: perché sa che l’Amore è più forte di ogni notte, anche se sembra sepolto sotto la cenere.

E l’amore è sempre per l’uomo, qualsiasi uomo, indipendentemente dalla religione, fede, convinzione. Per favore, non smettiamo mai di amare l’uomo. Occorre condannare la colpa, il comportamento omicida, ma salvare l’uomo. Qualsiasi uomo.

E’ per questo motivo che, con assoluta fermezza, sono contrario al vento denigratorio verso categorie di persone, che hanno solo la colpa di appartenere ad un credo religioso. Dio, dall’alto e dalla profondità del nostro cuore non conosce categorie, sigle, ma solo Persone. Ed è nato e morto per tutte le persone.

A noi la scelta se, diffondere sempre la fiducia nell’uomo e morire per ciascuno, condannando naturalmente tutto il male, o ergerci a giudici di tutte le categorie discriminando, continuamente. La scelta sembra difficile, ma lo Spirito in noi non può tacere.

Riproduzione riservata ©

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