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Cultura > Arte e Spettacolo

Missoni, l’Arte, il Colore

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova


Al Ma*GA di Gallarate (Va), un percorso espositivo molto originale ci racconterà le tappe più importanti della Maison italiana, dai successi internazionali alla creatività che ha reso la casa di moda una tra le più conosciute e ammirate al mondo

Missoni mostra a Gallarate

Nel 1953, Ottavio e Rosita Missoni decidono di fermarsi a Gallarate, nel varese, e proprio qui aprono il loro primo laboratorio di maglieria. È la città dove tutto inizia, dove nascono e vengono messe in pratica le prime idee e che ha ispirato lo stilista nelle sue creazioni.

Oggi, dopo anni di distanza, la città decide di ringraziarlo dedicandogli una mostra. Fino al 15 novembre, al Ma*GA, potremmo visitare l’evento: “Missoni, l’Arte, il Colore”. Il percorso espositivo si divide in varie tappe, che consentono al visitatore di riscoprire le principali caratteristiche della genialità di Missoni. Si parte con una video-installazione di Ali Kazma, una casa di moda nata nel 2009 e che racconterà con un filmato lo stretto rapporto tra tradizione, artigianato e modernità. Dopo questa breve introduzione siamo introdotti nella stanza “Le Radici”, qui possiamo riscoprire i primi anni di Missoni. Tra le fonti di ispirazioni ritroviamo l’astrattismo di Sonia Delaunay e Kandinsky e il Futurismo di Balla e Severini, le nuove avanguardie vengono rielaborate da Missoni che le riporta nella sue creazioni.

Iniziano anche i primi studi sul colore e le forme che hanno accompagnato la Maison per tutto il tempo. E infatti, subito si passa a nuovi ambienti. Una stanza sarà dedicata al colore, una alla materia e una alla forma. Ciò che ha reso Missoni famoso in tutto il mondo sono proprio i suoi filati e la capacità di accostare colori puri come nessun’altro aveva mai osato prima. Per le forme, la Maison invece si è sempre ispirata agli astrattisti italiani come Veronesi, Munari, Fontana.

Il visitatore viene coinvolto in un vortice di colori, sfumature, forme, sembra di percepire ovunque l’eleganza e la morbidezza del filato. Una sezione è dedicata invece ai Dialoghi, quelli tra la casa di moda e la cultura visiva italiana tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Ma è nell’ultima sala che il visitatore riconosce e ritrova tutta la creatività dei Missoni. È qui infatti che troviamo una serie di grandi Arazzi realizzati in patchwork di tessuto e maglia. Il tutto pensato e riprodotto da Luca Missoni e Angelo Jelmini che hanno cercato di ricreare un contesto tanto armonioso quanto suggestivo e pieno di sorprese.

Riproduzione riservata ©

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