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Mondo > Europa

“La” stretta di mano

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Barack Obama e Raul Castro si sono stretti la mano a Panama City. Un avvenimento formalmente minimo, ma sostanzialmente di grande impatto diplomatico e politico

Stretta di mano tra Raul Castro e Barack Obama
A Panama, in occasione del periodico incontro dell’OrganizzazioneUsa-Cuba, disgelo al vertice delle Americhedegli Stati americani al quale per la prima volta dal 1962 partecipa anche Cuba e che ospiterà la presenza di 35 leader del continente, è avvenuto l’incontro tra il presidente statunitense Barack Obama e il "lìder" cubano Raul Castro.

 

La foto della stretta di mano ha fatto il giro del mondo in pochi secondi, a testimonianza della storicità dell’evento. Come si ricorderà, è sotto i buoni uffici della Santa Sede che è avvenuto il primo contatto tra Washington e L’Avana, che ha posto termine a più di cinquant’anni di gelo e di continue polemiche e scaramucce. Si spera che l’incontro di Panama City porti al cancellamento del nome di Cuba dalla lista degli “Stati terroristi” redatta dai presidenti degli Stati Uniti.

 

Va salutato con grande incoraggiamento alla diplomazia l’evento di Panama, che si inserisce nelle azioni di politica estera di un Barack Obama finalmente libero dalla necessità di accontentare l’elettorato di ogni tendenza per essere rieletto. Libero nei suoi movimenti, Obama sta mettendo a segno due grandi risultati diplomatici: il riavvicinamento con Cuba, appunto, e la firma del trattato sul nucleare con l’Iran. Una politica finalmente inclusiva e non esclusiva, una politica multipolare e non solo monopolare o bipolare.

 

Resta il fatto che, sia per l’accordo con L’Avana che per quello con Teheran, i nemici dei rispettivi riavvicinamenti si sono messi alacremente all’opera. I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere se il presidente Usa ha la forza, assieme ai suoi alleati, di riportare nel consesso internazionale due Paesi che hanno un grande passato e che potrebbero essere fattori di stabilità nei loro contesti geopolitici. Con grande beneficio per le popolazioni dei due Stati, e non solo. Serve coraggio e determinazione per portare a termine i due percorsi.

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