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Cultura > Arte e Spettacolo

Uno sguardo sul mondo da Venezia

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


Inaugurato ieri sera da Napolitano, il festival cinematografico offre agli schermi storie di famiglie e popoli ma soprattutto di ragazzi e bambini, quasi un filo rosso dell’intera kermesse. Attesa per i film italiani in concorso

La giuria di Venezia 2014

Aperto ieri sera il 71° Festival cinematografico veneziano, o meglio la Mostra d’arte cinematografica, come sarebbe più giusto chiamarlo, che durerà sino al 6 settembre. La rassegna veneta infatti, più della altre italiane o mondiali, conserva questo titolo “arte”, da cui in verità nelle ultime edizioni s’era discostata spesso, a ragione, come suo specifico. Speriamo che quest’anno l’edizione renda attuale questo suo specifico, senza privilegiare troppo le mode o il mercato.

Giorgio Napolitano, inaugurando la rassegna, ha in qualche modo “benedetto” lo sforzo degli organizzatori ed anche lanciato un messaggio augurale di sostegno alla cultura nostrana che speriamo venga non solo ascoltato, ma concretizzato. Speriamo, visto che da oggi ad esempio i musei civici della capitale aumenteranno i loro biglietti di due euro e i servizi?

La serata comunque è stata interessante, con la sfilata delle star e il primo film di apertura, cioè Birdam di Inarritu, in cui il regista messicano fa sfoggio del suo stile eccessivo e graffiante con la storia degli attori che vogliono rimettersi nel giro.

Ma c’è spazio per tutte le nazioni, dall’Iran all’Argentina, dall’Europa agli immancabili Usa e Cina. Ci saranno storie di famiglie e di popoli, ma soprattutto – sembra – di ragazzi e bambini. Il mondo sempre più violato dell’infanzia sarà il filo rosso del festival? Vedremo.

L’Italia stavolta è presente alla grande, con registi come Munzi, Costanzo, Martone in concorso e Abel Ferrara che si dedica all’ultimo giorno di Pasolini, mentre Martone si dà alla rilettura di  Leopardi. Speriamo bene!

Certo, siamo di fronte ad un festival che non presenta un numero eccessivo di film come nel passato, ma un sano ridimensionamento. L’occhio ormai è sulla vita intera e sul mondo d’oggi. Ci sarà una luce? Auguriamocelo.

Riproduzione riservata ©

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