Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

La danza ribelle e rock di HofeshShechter

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova


Musica metal e rock. E danza contemporanea. Un connubio esplosivo. Trascinante e coinvolgente come capita raramente. 

political-mother

Si potrebbe definirlo un musical. Nel suo significato più colto. Perché pop, popolare. E raffinato, nella forma e nella costruzione. Musica e danza si nutrono e si alimentano reciprocamente. "Politicalmother" di HofeshShechter (nome di punta della nuova coreografia inglese, da anni di base a Londra dopo la formazione in Israele con OhadNaharin alla Batsheva Dance Company), tratta argomenti importanti attraversouna danza trascinante che attinge a radici etniche elaborate in movimenti del vocabolario contemporaneo.

Apre sulle note della "Messa da Requiem" di Verdi, con un samurai che esegue un lento rituale culminante nel harakiri. L’input dello spettacolo è dato da quell'affondo e dal taglio orizzontale dell'addome, il punto del corpo dove, secondo un'antica tradizione giapponese, risiedono le forze vitali dell'uomo. Al gesto secco della spada trafitta segue improvvisamente un cambio d'atmosfera con l'esplosione del suono di chitarre elettriche e percussioni dal vivo.

È la deflagrazione dell'immaginario politico e umano del coreografo anglo-israeliano, per parlarci di schiavitù e di libertà, di dittature e autoritarismi. Temi cari a Shechter.Ne scandaglia i meccanismi perversi, le dinamiche interiori, le posture derivanti, la psicologia di massa, con la carica bruciante della danza e la potenza eversiva della musica rock. Una fusione di due linguaggi ad alto tasso di energia.

Su una struttura metallica a più piani – prigione e gabbia d'incomunicabilità – colloca i singoli musicisti, simili a militari, illuminandoli a sprazzi; e, al centro, in alto la figura ossessiva di un danzatore o di un musicista che assume a intervalli i toni concitati e gli atteggiamenti tipici del despota, del dirigente o del politico, del folle divorato dalla sete di potere. Questi inneggia proclami di trionfi con suoni gutturali animaleschi, incita le folle, urla messaggi incomprensibili, incute paura.

Sotto, i danzatori si muovono tremanti con spalle curve, viso chino, pugni serrati, braccia in aria supplichevoli o esaltanti, rivolte verso nemici visibili e invisibili, inneggianti al demagogo di turno. Nella danza corale assumono pose da prigionieri, riconoscibili anche nella tuta che indossano e nei passi con immaginarie catene intorno alle caviglie.

Si dispongono in fila scrutati dal passo militaresco di un uomo con la maschera da lupo, o da chi punta la pistola; vivono duetti d'amore e di compassione, di solidarietà; fuggono, vagano e rientrano; hanno l'aria di superstiti, di sopravvissuti a qualsiasi violenza. Sono anche quelli dell'isteria di massa, del fanatismo religioso, del gruppo tribale, della trance collettiva.

Al bombardamento sonoro, da guerriglia urbana, seguono improvvisi blackout e cambi di musica, con arie barocche, silenzi, folate di vento: una partitura sonora che, insieme all'uso drammaturgico delle luci – nei giochi d'ombre e penombre, dei quadrati abbaglianti, dei cerchi nebbiosi – spiazza la visione. Come nella danza di un quartetto di samurai sulle note di un minuetto settecentesco. Implacabile nel ritmo, "Politicalmother" (dal 2010 in tournèe mondiale) vive della leggerezza e del peso che coesistono all'interno del movimento stesso.

Al Teatro Ristori di Verona.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876