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Cultura > Arte e Spettacolo

Cipro, isola di Afrodite

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

La sua storia ripercorsa nella rassegna allestita nella Sala delle Bandiere al Quirinale, a Roma, in cui spicca una serie di statue femminili di varie epoche di straordinario interesse

Cipro

Sarà perché l’isola mediterranea ha ospitato per secoli quel culto della dea Madre della fecondità che essa è stata poi associata ad Afrodite – Venere per i romani –, divinità non solo  dell’amore, come si pensa, ma della vita. Secondo una delle tante leggende che si riferiscono alla dea, Afrodite sarebbe nata dalla spuma del mare proprio a Cipro.

Ai romani interessava inserirsi nella civiltà ellenica che da secoli aveva messo radici nell’isola, con una lingua greca – parlata anche oggi – usanze e costumi particolari. Tribù elleniche in fuga dal continente già nel 1200 a.C avevano potuto stabilirsi nell’isola, la quale in seguito fu dominata dalla dinastia tolemaica, cioè quella del  successore di Alessandro, Tolomeo d’Egitto, uno dei suoi generali. Ma prima ancora altri popoli, come i fenici, e altre genti, come “il popolo del mare” avevano dominato un’isola che porta tracce di vita fin dal neolitico e dal paleolitico.

La storia di quest’isola-ponte di fatto fra varie civiltà si può percorrere visitando la rassegna allestita nella Sala delle Bandiere al Palazzo del Quirinale a Roma. Sorprendono fra tante: una statua in ceramica della dea fenicia Astarte, seduta in trono fra due sfingi, risalente al 750 circa a.C., espressione di una divinità crudele con la bocca atteggiata a una smorfia; una statuetta di donna nuda che mostra il seno con evidente allusione alla fertilità e alla seduzione  del 600 a.C., in terracotta a stampo, quindi fatta per essere parte di una serie di statue votive o propiziatrici. E poi una straordinaria madre che allatta il suo bambino, colta con un sorriso compiaciuto a fior di labbra.

Evidentemente, il tema della donna come madre della natura era quanto mai sentito nell’isola bagnata dalle spume del mare, come scrivevano i poeti greci che inneggiavano pure al forte vino di Cipro. Ma la serie di statue femminili, sia con toni egizi o orientali oppure ellenistico-romani, è molto ricca. Ci sono esempi interessanti: la "Suonatrice di lira" del V secolo a.C. vestita come una kore greca. E poi le immagini di Afrodite. Quella in terracotta in atteggiamento di riposo, dal timbro carnale e rilassato; quella in marmo in cui la dea si sta togliendo un sandalo con eleganza, fino al marmo frontale nudo di una Venere vellutata, che nei santuari veniva rivestita di tessuti preziosi. Il pezzo più bello della rassegna, immagine perfetta di una persona fatta per generare vita.

Fino al 6 gennaio. Catalogo Comunicare Organizzando

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