Pinuccia, a seguito della sua esperienza personale, condita di dolore, solitudine ed emarginazione, ha deciso di trasfigurare il suo vissuto in un dono gratuito per gli altri: un'associazione per non far sentire mai più sole le donne che attraversano o hanno attraversato questa malattia, che colpisce 1 donna su 10, minando non solo la salute fisica ma l'intero equilibrio interiore e la dignità, la fertilità, la bellezza. Una onlus per stringersi insieme e insieme lottare, piangere, sorridere, sperare. Ed è proprio questa l'aria che si è respirata alla giornata di premiazione del concorso, sabato 6 ottobre 2012, presieduta dall'attore Andrea Tidona e con il supporto e l'amicizia "a distanza" di Andrea Camilleri, amico, ammiratore e sostenitore agguerrito della causa di queste donne.
Carla Cassola, Maria Luisa Bigai e Maria Teresa Pintus hanno interpretato in modo sublime gli scritti vincitori, dando voce al dolore afono e alla speranza, abbattendo le barriere che si erigono davanti al mistero del dolore. Parola d'ordine: lotta, speranza, certezza che solo l'amore resta. Una serata dove si è parlato di dolore, lo si è guardato in faccia, lo si è voluto gridare, senza nasconderlo, senza aver paura di essere "meno" di qualcuno che è sano, senza vergogna, ma quasi con orgoglio, e con una dignità incredibile. Andrea Tidona ha sottolineato: «In questa società si hanno sempre dei modelli da seguire, una corsa sfrenata alla bellezza e all'efficenza, al successo… ma in realtà quello che troviamo in giro sono patologie». Il dolore che non è più per molte di queste donne – e uomini che le amano – una notizia da giornale, ma un bimbo da accudire teneramente. Perché il dolore ti forgia, e ti fa essere migliore se non gli resisti. Ti dice ripetutamente: «Ecco l'attimo presente, qui hai tutto».