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Mondo > Europa

Onam, la festa del Kerala

di Roberto Catalano

- Fonte: Città Nuova

Cade il 9 di settebre di quest’anno una delle festività più caratteristiche del sub-continente indiano che celebra il ritorno di un re e la vittoria del bene sul male

 

 

Onam
Onam si festeggia nello stato del Kerala all’estremo sud dell’India, sulla costa occidentale, un mondo ricco di una natura lussureggiante con distese a perdita d’occhio di cocchi e di risaie, che dipingono scene dalle mille tonalità di verde. Il Kerala è lo stato dove il cristianesimo è approdato nei primi secoli: la tradizione parla che addirittura Tommaso apostolo fosse arrivato fino alle sue spiagge per morire, poi, dall’altra parte,a Mylapore, vicino a Madras, oggi chiamata Chennai.

 

Onam è, tuttavia, la festa di tutti in Kerala: la celebrano indù, la maggioranza, ma anche cristiani, una minoranza importante, ed i musulmani. Si tratta, infatti, di una festa della cultura, della gente, che attraversa i limiti della religione. È un momento di grande interculturalità, costruitasi, nei secoli fra tutte le comunità etniche, castali e sociali che formano questa parte del Paese asiatico. Per questo si può dire che Onam ha assicurato un forte collante sociale i cui benefici si sentono anche oggi in un mondo dove le tensioni non mancano, a volte, a causa proprio delle religioni e delle culture ed etnie.

 

Mi è capitato di festeggiarla spesso negli ultimi vent’anni e l’ho fatta nei contesti più diversi: con famiglie indù, in seminari cattolici, con vescovi di rito orientale. Lo spirito, la gioia e l’atmosfera è sempre stata la stessa. Tutti si riconoscono in questa celebrazione.

La leggenda vuole che lo stato del Kerala abbia vissuto la sua epoca d’oro durante il regno del re Mahabali. A quell’epoca tutti erano felici. Una complessa storia di gelosia da parte di alcuni divinità nei suoi confronti sembrava aver tolto per sempre Mahabali alla sua gente. Ma per concessione di Mahavishnu, il re può ancora far visita al popolo una volta l’anno. Onam rappresenta la gioia della gente per il momentaneo ritorno del re. I festeggiamenti si protraggono per dieci giorni con programmi culturali antichi e ricchissimi, capaci di coinvolgere ancora tutta la popolazione del Kerala.

Particolarmente tradizionale è il pasto del giorno di Onam: da consumarsi seduti per terra, facendo uso della mano destra, su foglia di banano, su cui vengono servite da 11 a 13 portate, tutte strettamente vegetariane. I gusti sono tipici del sud India, piccanti e speziati, ma ogni portata è considerata una leccornia che aiuta i commensali a celebrare lo spirito della giornata. Lo stesso giorno si svolge la celeberrima regata sul fiume Pamba. Chiamata Vallamkali, la competizione vede barche finemente adornate con decine di vogatori che si sfidano a grandi velocità di fronte ad una folla delirante, che sopporta il sole cocente della nuova stagione.

Onam resta una festa che unisce gli abitati del Kerala dovunque si trovino. Lo stato, infatti, uno dei più piccoli dell’India, annovera una delle diaspore più numerose in diverse parti del mondo, fra cui l’Italia. In qualsiasi angolo della terra un figlio del Kerala non può non celebrare il ritorno del re che la gente continua ad amare e che segna la vittoria del bene sul male

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