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Cultura > Arte e Spettacolo

Captain America

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Ritorna l’eroe dei fumetti, nato nel 1941 durante la guerra. Un rilancio in veste moderna di un filone mitologico antico, zeppo di effetti speciali e combattimenti mozzafiato

captain america

Nel 1941, a guerra iniziata, gli americani si videro recapitare le storie fumettistiche di Captain America, il super eroe con lo scudo stellato della bandiera, vittorioso sulla perfida Hydra, ovvero il reparto delle sperimentazioni scientifiche naziste. Eroe invincibile come tante altri della ditta Marvel Studios: Iron Man, Thor, eccetera, diventati tutti eroi “muscolari” in grosse produzioni cinematografiche.

 

Questa volta tocca appunto al Captain: ragazzino gracile all’inizio, poi, attraverso una sperimentazione scientifica, diventato un colosso, Steve Rogers, alias il Captain (Chris Evans), diventa il super-soldato destinato a combattere il perfido Teschio Rosso nazista. E a salvare il mondo.

 

Perché gli americani nel 2011 rilanciano questo eroe? Forse per una continuità con gli altri fratelli fumettistici sopra citati? Forse. Ma credo sia perché il sogno americano di dominio del mondo grazie alla potenza bellica ed economica oggi è in crisi. Necessita di un rilancio allora della figura del “tipico” americano: alto, muscoloso, capelli biondi, profilo statuario.

 

Coraggioso, buono, fedele alla patria e all’innamorata – un rapido bacio appena con la confidente Peggy (Hayley Atwell) –, aiutato alla fine dal rude colonnello Chester (Tommy Lee Jones). Un uomo che si è fatto da solo, patriota che al di là dell’aspetto minuscolo, vuole combattere il male e diventa un nuovo Achille o se si vuole un nuovo Ercole.

 

Insomma, il filone mitologico antico riappare in veste moderna ed i buoni, cioè gli americani, vincono sempre. Tutto qui?

 

Zeppo di fantastici effetti speciali, di inseguimenti e combattimenti mozzafiato, con l’aiuto dell’onnipresente 3D, il filmone diretto da Joe Johnston – che si vede con piacere, anche se due ore sono forse troppe – ha il merito di esaltare aspetti come la bontà, la fedeltà e il coraggio nella lotta della vita contro le proprie imperfezioni e il male che ci circonda, qui esemplificato dal nazismo, il demone per eccellenza del nostro tempo. Nonostante tutto, non è male.

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