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Cultura > Arte e Spettacolo

Transformers 3

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Nella pellicola di Michael Bay, l’America ancora una volta supera l’apocalisse fatta di mostri di acciaio e di fantasmi della storia

Michael Bay

Ritorna il kolossal firmato da Michael Bay, considerato dalla critica «rumorosa spazzatura», ma questa volta con aspirazioni da film epico. La storia è sempre la stessa delle puntate precedenti, solo che stavolta i cattivi alieni metallizzati vogliono veramente far fuori i “buoni” loro simili, e in più i terrestri. Shia LaBoeuf oggi ha venticinque anni, cinque in più del primo film della serie, di cui è ancora protagonista. E’ cambiato? Mica tanto, sembra un ragazzino e in più è un grosso talento, ma disoccupato…, tanto per restare nell’attualità. Ma è lui l’eroe involontario che, per amore della sua bella (Megan Fox) si cimenta nelle avventure più rischiose, contribuendo a salvare il mondo dalla catastrofe.

 

Rumoroso di ferraglie che cozzano fra loro all’eccesso – la battaglia finale dura da sola venti minuti in un film di due ore e mezzo -, i l film non si risparmia in quanto ad effetti spettacolari (le riprese o ricostruzioni dello spazio lunare sono davvero belle), architetture mozzafiato, scene spericolate che il 3D rende tremendamente vicine (per la gioia dei ragazzini in sala) e qualche pausa rilassante di battute più o meno comiche o di languidi sospiri tra fidanzati. La politica c’entra, eccome. Ci sono Kennedy, Nixon, la guerra fredda, l’”ammaraggio lunare” e poi, soprattutto, ci sono gli alieni, le cui tracce erano – secondo il film – state scoperte dagli astronauti sulla parte scura della luna ma taciute dal governo americano. Verità, fantasia o supposizioni per la gioia di chi ama la fantascienza e la fantastoria? Chissà. Il regista crede che la sua serie sarà la Star Wars del nostro tempo. Beato lui, ne ha di coraggio!

 

Il gran filmone termina all’americana: arrivano i “nostri”, l’eroe, che si è fatto da solo, vince e la storia d’amore può forse avere un lieto fine, dopo tanto “stridore” di bombe, razzi, mostri diabolici e meccanici (idre, serpentoni, draghi) ripescati dalla mitologia o dal medioevo secondo il pasticcio caro a certo cinema Usa. Quel che importa è che ancora una volta l’America ha sfiorato e superato l’Apocalisse . Già, loro sono il centro del mondo. E noi? Ci regalano i loro mostri di acciaio nella eterna lotta tra il bene e il male. Per fortuna, che c’è l’happy end.

Riproduzione riservata ©

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