Quest’uomo-macchina indurita e solitaria si vede all’improvviso capitare in casa la sorella Sissy (Carey Mulligan), tanto disinvolta nei rapporti sentimentali quanto oppressa da un bisogno immenso di affetto. La sua presenza-richiesta mette in crisi Brandon che la sfugge in ogni modo, finché la ragazza tenta i l suicidio. Di fronte al dramma, il giovane cerca un recupero di coscienza, di valori affettivi sinceri. La scena conclusiva di lui che invoca, sommessamente e quasi come ultima chance il nome di Dio sotto la pioggia (purificatrice?) segna forse il tentativo di una richiesta di aiuto, di una possibilità diversa di vivere.
Coraggioso e sconcertante insieme, il film, come dice il sottotitolo “vergogna”, ha un suo tono morale che, al di là di un certo voyeurismo di fondo, vuole dare un segnale di una seconda possibilità nella vita di un uomo prigioniero di sé stesso.
