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Cultura > Arte e Spettacolo

Parigi, gli anni meravigliosi

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Fino al 27 marzo a Castel Sismondo, Rimini, l’affascinante mostra allestita da Marco Goldin con le opere di Ingres, Manet, Cézanne, Rodin, Pissarro, Degas…

renoir

“Parigi, o cara!”, sospira Violetta morente nella Traviata di Verdi. Perché Parigi, la “ville lumière”, era la città dell’amore. Della vita. È questa ancora la realtà che trasmette la mostra affascinante che Marco Goldin ha allestito a Rimini a Castel Sismondo, visitabile fino al 27 marzo. Nell’esposizione, ci sono tutti, ma proprio tutti. Ingres e Corot, Manet e Bazille, Curbet, Cézanne, Delaunay. E poi Degas, Renoir, Millet, Gauguin; Rodin, Pissarro, Monet.

 

C’è da saziare gli occhi e la mente. La gioia dei colori festosi, la varietà degli stili, la “lotta” fra gli accademici e i neoclassicisti, come Ingres, e i rivoluzionari come Cézanne: segno del conflitto perenne, ma sano, tra conservazione e innovazione – Impressionismo contro il Salon dell’esposizione artistica a Parigi – , tipico di ogni epoca storica. La poesia mite di un Millet e quella sensuale di un Rodin. La natura estiva di un Renoir e quella autunnale di un Corot…Sfilano vedute paesaggistiche, ritratti, scene di vita.

 

Nel secondo Ottocento, Parigi pullula di fermenti innovatori. Il mondo dell’arte moderna ormai è qui. E se si vuole sapere cosa vibra nell’uomo, bisogna, anzi è indispensabile, recarvisi e vivere, se possibile. Così fanno la maggior parte degli artisti , anche se poi alcuni ne fuggiranno, come Cézanne o Gauguin. A Parigi ci sono poeti e letterati, da Hugo a Baudelaire, musicisti come Liszt o Saint Saens o Bizet.

 

E poi loro, gli “impressionisti”, come vengono malignamente soprannominati dagli accademici. Un nome che oggi suona invece come l’affermazione di una sensibilità particolare, di un modo di accostarsi alla natura, alla vita, che non smette di affascinare.

Ogni mostra sull’impressionismo infatti fa sempre il pieno. Come mai? Credo che sia l’amore immenso che questi artisti hanno per la natura, che diventa per loro un fatto esclusivamente di luce – la luce nelle sue modulazioni e nelle sue oscillazioni continue –: così mobile e seducente da farsi “sentire” viva. Rivelando l’anima che c’è dentro alle cose e alle persone. Non è poco, per davvero.

 

Parigi, gli anni meravigliosi, Impressionismo contro Salon. Fino al 27 /3 (catalogo Linea d’ombra).  

Riproduzione riservata ©

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