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Cultura > Arte e Spettacolo

I segreti del cielo di Pietro Cascella

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Al Planetario di Roma l’artista abruzzese reinventa il firmamento

pietro Cascella al Planetario di roma

Pietro Cascella è scomparso tre anni fa. Giusto ricordarlo con una esposizione che dica la sua carica di poesia. Al Planetario, l’edificio che faceva parte delle Terme di Diocleziano, tra i reperti della statuaria romana, si dispongono le sculture in travertino del maestro di Pescara. Bisogna entrarci di sera, quando il traffico cittadino è meno intenso e arriva attutito all’interno dell’edificio circolare. Dalla volta scende una grande rete che si accende in luci fosforescenti: dà l’immagine del firmamento.

 

Succede quello che voleva Cascella: le sue sculture astratte sono come un cielo rovesciato sulla terra. Le stelle, i pianeti – gli astri della volta celeste – si sintetizzano nei blocchi di travertino in forme geometriche stilizzate o curvilinee, così come la fantasia dell’artista le ha immaginate. Talora contengono delle scritte. Ce n’è una in particolare che attira l’attenzione. Un disco circolare che, come una stella caduta si apre sopra un piccolo podio, come fosse un altare. Al centro del disco la scritta M’illumino d’immenso, la celebre poesia di Ungaretti.

 

Non si tratta però di una mera citazione. Cascella è davvero uno scultore aperto sull’infinito. Ne La porta del terzo millennio (1996) immagina due rampe di scale che ascendono verso un blocco di masse geometriche, che condensano in loro l’universo intero.

 

Si potrebbe pensare a sculture di grandi dimensioni. Quello che meraviglia invece è che si tratta di opere di piccolo formato, il che ne accresce il fascino. Passeggiando tra loro, da una parte se ne osserva l’armonizzarsi con le sculture classiche. Dall’altra, esse appaiono come gocce della volta stellata, che si condensano sulla terra. Cascella scopre così, con immediatezza, l’unità di tutto ciò che esiste e in particolare lo spirito d’armonia che corre tra il cielo e la terra. Detto con le semplici parole di un masso di travertino.

 

Pietro Cascella al Planetario. I segreti del cielo. Roma, Museo nazionale romano. Fino al 20/3 (catalogo Electa).

Riproduzione riservata ©

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