Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

L’estate d’inverno

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Dentro una stanza in un motel di Copenhagen rivivono le storie dei protagonisti, quasi un viaggio dentro l’amore

L’estate d’inverno

Un film molto parlato, dentro la camera di un motel a Copenhagen. Christian, 19 anni (Fausto Cabra) si trova con la prostituta Lulù (Pia Lanciotti). La pagherà ancora se per un’ora potranno solo parlare. Da questo momento – è l’inizio del film girato in tempo reale, la stanza diventa ricerca di un dialogo affannoso, anche drammatico.

 

Un’estrema sobrietà di immagini, primi piani di volti e di pareti claustrofobiche, ma lo spettatore non è angosciato. Invece, i racconti degli “abbandoni” che queste due persone, sconosciute tra loro fino a qualche ora prima, hanno subito, divengono storie di anime affamate di amore. Lui che va in cerca della madre che l’ha lasciato, lei che ha abbandonato il bambino.

 

Le due storie, diventano, nel racconto e nella fatica anche violenta di esprimersi, un viaggio tra le diverse sfumature dell’amore che questo film intenso e dolente, ma con un finale positivo, riesce a dipanare. Il giovane regista ventitreenne, dice infatti di “ non amare le conclusioni negative”, perchè nella vita una speranza ci deve essere. Lei tornerà a prendersi il bambino e lui proseguirà a cercare la madre. L’inverno danese diventa allora una estate di amore. Un piccolo film, prodotto da una casa indipendente, acerbo in alcune parti, ma di una intensità notevole se si pensa che è l’opera prima di Davide Sibaldi. Scritta a diciott’anni è già vincitrice di parecchi premi.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876