Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Una sconfinata giovinezza

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Successo della critica per l’ultimo film di Pupi Avati, con Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio. Il regista affronta con delicatezza e sensibilità il tema dell’Alzheimer.

una sconfinata giovinezza

L’ultimo film di Pupi Avati è forse uno dei più belli del prolifico regista bolognese. Pur non presentato alla Mostra del cinema di Venezia, dove non avrebbe sfigurato accanto agli altri quattro titoli italiani in concorso, si prende ora la rivincita con ampi elogi da parte della critica. Avati è sempre Avati. Ovvero un autore “pascoliano”, che rivive con nostalgia accorata e un poco onirica il suo passato, quello di un tempo che appare irrimediabilmente perduto, tranne che nella memoria.

 

È il filo della memoria, infatti, a reggere l’ultimo lavoro. Ancora una volta il regista ondeggia tra nostalgia e dolore del presente. Infatti, la storia della progressiva perdita dell’intelletto da parte di Lino Settembre, rampante giornalista sportivo, si interseca col riaffiorare dei temi dell’infanzia e dell’adolescenza. Lino si accorge di esser malato di Alzheimer e vive questo dramma insieme alla moglie Chicca, con cui sono legati teneramente da decenni. Alla caduta inesorabile nell’adolescenza lei partecipa con dolore e forza e, nonostante la malattia degeneri in Lino in una aggressività dolorosa, lei gli resta accanto, accompagnandolo nel suo perdersi nel vuoto.

 

Se, nella prima parte del film, Avati con grande tatto racconta l’evolversi della malattia, nella seconda infittisce i rimandi all’infanzia e spicca, al solito, il volo verso l’onirico. Il finale, bellissimo, di Chicca che cerca il marito scomparso tra gli ulivi invernali nel paese d’origine, è un inno all’amore perseverante di una coppia che non cessa di amarsi fino alla morte. Recitato stupendamente da Fabrizio Bentivoglio e da Francesca Neri, fotografato con quei colori pastello cari al regista e inframmezzato dalle musiche tenui di Riz Ortolani, il film – dai rimandi autobiografici evidenti, ma anche dall’osservazione acuta sulla realtà contemporanea – è in effetti una storia d’amore tra un uomo e una donna. Reso con modo garbato, delicato e quasi favolistico dall’Avati migliore. Che piange, ma finge di sorridere mestamente.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876