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Cultura > Arte e Spettacolo

Alice

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Il ternano Oreste Crisostomi rivisita la celebre fiaba in chiave moderna.

alice film
 

Il ternano Oreste Crisostomi nella sua opera prima rivisita la fiaba di Alice con un film che è un mix felice di onirico, sentimentale e favolistico. Non male, nel panorama di opere prime spesso prive di autentica originalità. Non pretenziosa, la fiaba narra di Alice (Camilla Ferranti), impiegata di Terni, persona che vive nei suoi sogni e chiusa nel suo guscio, con difficoltà di relazioni familiari e sociali, eppure dolce e buona. Una sorta di fata, come la fioraia cosmopolita Bianca (Catherine Spaak) ed un gay simpatico ed estroverso, Sandro (Massimiliano Varrese, autore e cantante della canzone finale Questo è l’amore) l’aiutano a rompere il ghiaccio sia in casa – con una madre autoritaria, una nonna un poco folle ed un padre maniaco delle pulizie – che al lavoro, dove il giovane e timido Carlo spasima per lei, e dove aiuta la collega incinta ad evitare l’aborto, semplicemente col suo riserbo. Il regista mette insieme diverse tematiche, anche sociali, manifesta alcune debolezze – dialoghi a volte letterari, ritmo talora statico -, però questo lavoro corale, e con precisi riferimenti valoriali, alla fine funziona, lasciando al pubblico la voglia di recuperare un po’ di incanto nella vita e di gusto per le cose semplici. Il che non è poco, di questi tempi.

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