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Mondo > Europa

La storia per traumi

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

La strage aerea di Smolensk, con la morte del presidente Kaczynski e di buona parte della “squadra di comando” polacca, conferma una tragica tradizione.

bara presidente polonia
Stentiamo a crederci, quando le prime agenzie annunciano la catastrofe aerea. Ma le conferme arrivano puntuali. Drammaticamente senza speranza. La Polonia conosce così un altro trauma, l’ennesimo, nella sua storia del XX secolo e di quello appena iniziato. E ciò avviene in un luogo altamente simbolico, quella Katyn dove nel 1939 ben 22 mila ufficiali polacchi furono ammazzati dalla furia vendicatrice dell’Unione Sovietica e della sua Armata Rossa, che voleva vendicare la cocente sconfitta patita nei confronti dell’esercito polacco sulla Vistola nel 1920. E soprattutto al calcolo cinico di Stalin che decapitava in tal modo gran parte dell’intellighenzia polacca.


Che il lutto sia avvenuto a bordo di un vecchio Tupolev russo; che sia stato probabilmente la testardaggine della delegazione polacca la causa scatenante della strage, che l’ha portata a sfidare la nebbia fitta che a Smolensk sconsigliava assolutamente l’avvicinamento ad un aeroporto peraltro desueto; che la visita avesse toni antirussi assai pronunciati, dopo la cerimonia ufficiale in cui il premier russo Putin non aveva riconosciuto esplicitamente le colpe russe; che nel crash siano morti personaggi chiave della storia polacca, come l’operaia Anna Walentinowicz, all’origine della rivolta di Danzica, e Ryszard Kaczorowski,ultimo presidente polacco in esilio durante l’occupazione sovietica… Sono “dettagli“ che accrescono la drammaticità e, in qualche modo, il senso di fatalità che avvolgono l’avvenimento.


La Polonia si tirerà su anche questa volta dall’ennesima batosta della storia, nei modi e nei tempi che il suo popolo saprà ancora una volta dimostrare, con quella incredibile “forza risorgente”, che si potrebbe definire, vista la fede cristiana del popolo, “forza di risurrezione”. Fatti drammatici come, appunto, la Vistola, Katyn, Auschwitz, Danzica… hanno dimostrato come i polacchi possono risorgere un’altra volta. E probabilmente quest’episodio potrà riavvicinare anche i tradizionali “nemici” russi.

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